Daniele Greco - Mondiali Juniores di Atletica

grecofinale

Ottimo 4° posto del nostro galatonese Daniele Greco nella gara del Salto Triplo maschile durante i Mondiali Juniores di Atletica in corso a Bydgoszcz (Polonia). 16.33 il suo tempo, che gli vale anche il record personale e la seconda prestazione italiana di sempre... bravo Daniele!

Si può finire ad un passo dal podio e non avere assolutamente nulla da rimproverarsi: Daniele Greco ha saputo onorare una grandissima finale del triplo, nella quale la tribuna - anche i neutrali - si sono divisi tra due grandissimi protagonisti come il francese Thamgo e il cubano Hernandez. Un'insaccata al secondo salto, un tallone in disordine: l'azzurro ci ha provato in ogni modo e nell'ultimo turno ha colto un 16.33 che - ci credereste? - non lo ha lasciato contento: "Volevo il bronzo", Daniele non ha pudore a dichiarare il suo obiettivo. Poco importa che sia il nuovo personale, la seconda prestazione italiana di sempre dopo il primato juniores di Paolo Camossi (il 16.41 che gli permise di vincere l'oro europeo 15 anni fa a San Sebastian). E, tutto sommato, poco importa che sia lui, il giovane leccese, il primo degli umani e il secondo in una classifica continentale, argento europeo virtuale.... - Estratto da Fidal.it


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domenica, 06 luglio 2008

F.1, HAMILTON VINCE A SILVERSTONE

silverstone

 

SILVERSTONE (GRAN BRETAGNA) - Dietro a Lewis Hamilton, primo su McLaren Mercedes, si sono piazzati Nick Heidfeld, secondo su Bmw, e Rubens Barrichello, terzo su Honda. Al quarto posto Kimi Raikkonen su Ferrari. Il finlandese ora è anche leader del Mondiale, a pari merito con Massa (oggi 13/o) e Hamilton, a quota 48 punti.

E' LEWIS HAMILTON IL MAGO DELLA PIOGGIA

Trionfo sotto la pioggia a Silverstone per l'idolo di casa della McLaren Lewis Hamilton che acclamato dal suo pubblico sul podio si commuove. Il primo pilota di colore della storia della Formula 1 azzecca tutte le mosse, conquista per la prima volta il Gp d'Inghilterra e riagguanta la testa del Mondiale a pari punti con Felipe Massa e Kimi Raikkonen messi in difficoltà dalla strategia Ferrari. Iceman al primo pit stop non cambia le gomme intermedie sperando nel sole, invece parte l'acquazzone e dalla seconda posizione (a un soffio da Hamilton) finisce nelle retrovie. Alla fine, quando il sole si fa vedere, rimonta fino al quarto posto, ma è anche il primo dei doppiati. A Massa va peggio: con una macchina che sembra inguidabile sul bagnato, gia' nel primo giro precipita dal settimo all'ultimo posto. E ultimo arriva, collezionando almeno mezza dozzina di testacoda.
Hamilton e Raikkonen cosi' , proprio al giro di boa, raggiungono Felipe Massa in testa al mondiale, a quota 48 punti. L'inglese ed il brasiliano hanno tre vittorie a testa,  Raikkonen due.  A due punti di distacco, quarto e' Robert Kubica. Anche il polacco della Bmw, vincitore in Canada, e' tradito dalla pioggia e si ferma fuori pista.
Sul podio con Hamilton salgono a sorpresa Nick Heidfeld (Bmw) e Rubens Barrichello (Honda). Per il brasiliano e' la prima volta da quando ha lasciato la Ferrari. Quinta dietro la Rossa di Raikkonen e' l'altra McLaren di Heikki Kovalainen e sesta e' la Renault di Fernando Alonso. A punti vanno anche Jarno Trulli (settimo con la Toyota) e Nakajima (ottavo con la Williams-Toyota)

LA CORSA

Pronti via ed è subito battaglia sotto l'acqua: si parte come previsto con pista bagnata e vento forte e al semaforo verde tutti montano le gomme intermedie con l'idolo di casa Lewis Hamilton che tenta di bruciare il compagno di squadra Kovalainen in pole. I due arrivano quasi a toccarsi con le ruote, ma il finlandese resiste fino al quarto giro quando l'inglese della McLaren lo supera. Mantiene la terza posizione in avvio il campione del mondo Kimi Raikkonen, mentre il suo compagno di squadra Felipe Massa perde subito terreno con due testacoda che lo relegano dalla nona all'ultima posizione. Inizio con testa coda anche per la sorpresa delle qualifiche di ieri Mark Webber su Red Bull che scivola dalla seconda alla quattordicesima piazza. Bene la Renault di Fernando Alonso che come annunciato ieri dallo spagnolo si trova pienamente a suo agio sul bagnato: dalla sesta alla quarta posizione e tempi da primato per lui all'inizio. Finisce subito la gara per Coulthard su Red Bull e Vettel su Toro Rosso che si girano e finiscono sul prato. Alla fine saranno ben sette i ritiri. Al decimo giro va in testa coda la Mclaren di Kovalainen che cede la seconda piazza al connazionale Raikkonen che si lancia all'inseguimento del rivale n.1 per il mondiale Hamilton a suon di tempi veloci. Nello stesso giro finisce il Gp della Force India di Adrian Sutil che va in acqua planning e finisce fuori sfiorando la Toro Rosso di Sebastian Bourdais.

A 41 giri dal termine comincia la prima serie di pit-stop con Kovalainen e Alonso. Si fermano contemporaneamente dopo due giri anche Raikkonen e Hamilton e all'uscita dai box l'inglese riesce per un pelo a mantenere la testa della gara davanti a Iceman che non cambia gomme. Ricomincia a piovere a intermittenza e la scelta di Raikkonen di mantenere gli pneumatici si rivela errata: il finlandese perde terreno e si fa sorpassare dall'altra McLaren di Kovalainen e dalla Bmw di Nick Heidfeld che balza in seconda posizione. Il finlandese che come Massa gira con diversi secondi di ritardo rispetto alle altre monoposto si riferma a 30 giri dal termine per cambiare le gomme ma il suo Gran Premio è compromesso: ora è undicesimo a quasi un giro di distacco da Hamilton. A 24 giri dal termine su Silverstone si scatena un temporale: ricominciano i testa coda a partire dalla Bmw di Kubica e la Renault di Piquet abbandona la gara. Si gira di nuovo la Ferrari di Massa che riesce miracolosamente a tornare in pista schivando un leprotto a bordo pista, lo segue Raikkonen che scivola prima sull'erba e poco dopo si imbarca in un pericoloso testa coda a due passi dai box. A 23 dalla fine secondo pit-stop per Hamilton che nonostante la pista diventata una 'piscina' mette le gomme intermedie. Pioggia fatale per Kubica che scivola fuori dicendo addio al Gp d'Inghilterra a 20 tornate dalla bandiera a scacchi.

Dalla bagarre esce la Toyota dell'italiano Jarno Trulli che sale fino alla quarta posizione con un solo pit, davanti alla Honda di Rubens Barrichello. Il pescarese chiuderà in settima posizione. Negli ultimi giri Raikkonen comincia a guadagnare qualche posizione grazie ai testa coda delle monoposto che lo precedono compreso quello della McLaren di Kovalainen. A dieci giri dall'arrivo il campione del mondo è quinto all'inseguimento del quarto posto difeso con i denti da Alonso su Renault. Iceman riesce nell'impresa di arrivare ad un insperato quarto posto. Anche lui è in testa al Mondiale, ma gli applausi sono tutti per l'altro leader Hamilton.

 

 fonte - Ansa.it

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domenica, 29 giugno 2008

SPAGNA CAMPIONE, GERMANIA BATTUTA 1-0

spagna

E' la Spagna a succedere alla Grecia nell'albo d'oro degli Europei. Le 'furie rosse' di Aragones battono la Germania con un gol di Torres al 33'. La rete nasce da una indecisione di Lahm su una verticalizzazione innescata da Fabregas: il centravanti del Liverpool lo anticipa e batte Lehmann che al 14' aveva gia' sventato un 'tentativo' di autogol di Hitzfelder. La Germania nel secondo tempo prova a far pesare la maggiore fisicita', ma la Spagna e' la piu' forte di questi Europei.
La Spagna ha segnato almeno un gol in tutte le sei partite giocate per arrivare al titolo, tranne che contro l'Italia nei quarti di finale, quando i tempi supplementari si conxclusero sullo 0-0 ed il passaggio di turno fu deciso ai calci di rigore.
La squadra di Aragones ha chiuso Euro 2008 con cifre da record: 5 vittorie per le Furie Rosse e 12 i gol realizzati, quattro dal solo Villa che, assente stasera nella finale con la Germania per infortunio, puo' festeggiare anche il titolo di capocannoniere del torneo continentale.


Germania (4-2-3-1): Lehmann 6, Friedrich 5.5, Mertesacker 5, Metzelder 6, Lahm 5.5 (1' st Jansen 5), Frings 5.5, Hitzlsperger 5 (13' st Kuranyi 5), Schweinsteiger 6, Ballack 5, Podolski 6, Klose 5 (33' st Gomez s.v.). (12 Enke, 4 Fritz, 5 Westermann, 6 Rolfes, 10 Neuville, 14 Trochowski, 18 Borowski, 19 Odonkor, 23 Adler terzo portiere). All.: Loew 5.
Spagna (4-1-4-1): Casillas 7, Sergio Ramos 7, Puyol 6.5, Marchena 7, Capdevila 6.5, Senna 7.5, Iniesta 7, Xavi 7.5, Fabregas 6.5 (19' st Xabi Alonso 6.5), Silva 6.5 (21' st Cazorla 7), Torres 8 (33' st Guiza s.v.). (23 Reina, 2 Albiol, 3 Fernando Navarro, 7 Villa, 16 Sergio Garcia, 18 Arbeloa, 20 Juanito, 22 De la Red, 13 Palop terzo portiere). All.: Aragones 8.
Arbitro: Rosetti (Italia) 6ù
Rete: 33' Torres
Angoli: 7-4 per la Spagna
Recupero: 1' e 3'
Ammoniti: Ballack e Casillas per comportamento antiregolamentare, Torres e Kuranyi per gioco scorretto
Spettatori: 51.428

TRIONFO SPAGNA,CON TORRES E' DIVENTATA GRANDE

(dell'inviato Alessandro Castellani)
VIENNA - La patria del calcio spettacolo lo e' finalmente anche con la sua nazionale, che non deve piu' togliere la polvere dalla coppa Henry Delaunay. Infatti, 44 anni dopo, ne ha vinta un'altra, quella consegnata in tribuna d'onore (un ritorno all'antico) dall'uomo che nel 1984 proprio alla Spagna l'aveva tolta, all'epoca in cui Michel Platini era per tutti 'Le Roi'. Questa e' invece la Coppa del vecchio e dei giovani, del ct Aragones che con i suoi quasi 70 anni (li compira' fra un mese) diventa il tecnico piu' anziano a conquistare il titolo continentale, e della squadra che qui aveva la seconda eta' media piu' bassa, 26.4, ed era formata da gente come Xavi, Casillas, Marchena, Torres, Silva, Fabregas, Puyol che a livello giovanile avevano tutto (mondiali ed europei, piu' un argento olimpico). E ora si sono confermati anche al livello piu' alto, facendo impazzire un popolo ed esultare in tribuna Re Juan Carlos (un lungo abbraccio con Casillas ha preceduto il momento della consegna del trofeo), la Regina Sofia ed il Premier Zapatero, che ha dimostrato di portare fortuna non solo con i pronostici ma anche dal vivo.
E' il trionfo della Spagna che avanza in tutti i campi, affianca o sorpassa altri paesi nella vita di tutti i giorni e continua il proprio momento magico anche nello sport: dopo il titolo mondiale nel basket e quello europeo nella pallavolo, e' arrivato quello piu' atteso nello sport piu' amato e popolare. Ed e' stato un successo ampiamente meritato, su un Germania che nonostante qualche protesta di troppo nei confronti di Rosetti (nessuna di questa azioni e' stata mostrata al replay dai megaschermi dello stadio, comunque erano rimostranze ingiustificate), non ha nulla da recriminare, essendo stata dominata dalle furie rosse, che non perdono dal 15 novembre del 2006 e qui hanno proseguito alla grande la loro striscia vincente, grazie a una prodezza dell'ottimo Fernando Torres.
Da quanto si e' visto in campo lo scarto a favore degli spagnoli avrebbe dovuto essere piu' ampio. Gia' dal primo tempo il vantaggio dei rossi e' apparso meritato, perche', dopo la cerimonia di chiusura a base di palloncini e cilindri colorati con le varie bandiere, e qualche fischio all'annuncio del nome di Rosetti, soltanto nei primi dieci minuti la Germania riusciva ad imporre la propria superiorita', concretizzatasi con un'iniziativa di Klose dopo errore di Sergio Ramos (ma il n.11 tedesco si allungava troppo la palla) e da un tiro-cross di Ballack in mezzo all'area su cui non arrivavano compagni. Per il resto si era visto quasi solo il calcio-flipper della Spagna, la ragnatela di passaggi con cui teneva in mano il pallino del gioco, nonostante il pressing tedesco, frutto di una superiorita' di mezzi tecnici e del grande lavoro, anche in copertura, di un Senna ancora una volta fra i migliori.
Prima della rete di Torres che ha fatto esultare perfino Re Juan Carlos e la Regina Sofia (attenta pero' ad aggiustarsi la gonna), la Spagna era andata vicina al gol gia' al 14' con un bel tiro di Xavi deviato da Metzelder, che aveva costretto Lehmann alla deviazione in calcio d'angolo, e al 22', quando su cross di Sergio Ramos il 'biondino' Torres si era elevato con perfetta scelta di tempo: ma il suo colpo di testa aveva centrato la base del palo. La Germania aveva quindi provato a reclamare per un tocco di Sergio Ramos ed uno di Capdevila, chiaramente involontari, poi al 33' arrivava la prodezza di Torres: palla per l'ennesima volta sui piedi di Senna, da questi a Xavi che lanciava Torres, molto bravo a trovare il tempo, a liberarsi di Lahm e a battere Lehmann 'd'infilata' con il destro', prima di esultare ciucciandosi il pollice destro, perche' e' davvero lui il ''bambino d'oro' del calcio spagnolo.
Nella Germania Ballack, l'uomo che non riesce a liberarsi dal sortilegio delle finali sfortunate, riusciva solo a procurarsi una ferita all'arcata sopraccigliare e poi a litigare con Puyol in un accenno di rissa in cui finivano ammoniti lui e l'altro capitano, Casillas. E anche nel secondo tempo in campo c'era praticamente solo la Spagna (raddoppio fallito d'un soffio da Ramos e Senna), nonostante gli sforzi di Schweinsteiger e Podolski, i preferiti della Cancelliera Angela Merkel, il cui tifo in tribuna si e' rivelato vano.
Piangono i tedeschi, e nell'Europeo, dopo Francia e Grecia, vince ancora il calcio latino e mediterraneo. E se ci si mette anche l'Italia, qui comparsa ma campione del mondo in carica, il trionfo e' completo.

ALBO D'ORO

1960: Urss
1964: Spagna
1968: Italia
1972: Germania Ovest
1976: Cecoslovacchia
1980: Germania Ovest
1984: Francia
1988: Olanda
1992: Danimarca
1996: Germania
2000: Francia
2004: Grecia
2008: Spagna

CLASSIFICA MARCATORI EURO 2008


- 4 reti:
Villa (Spagna).
- 3 reti: Podolski (Germania); Pavlyuchenko (Russia); Yakin (Svizzera); Semih (Turchia).
- 2 reti: Klasnic (Croazia); Ballack, Klose e Schweinsteiger (Germania); Sneijder, Van Nistelrooy e Van Persie (Olanda); Arshavin (Russia); Guiza, Fernando Torres (Spagna); Ibrahimovic (Svezia); Arda e Nihat (Turchia).
- 1 rete: Vastic (1 rig.-Austria); Modric (1), Srna e Olic (Croazia); Henry (Francia); Lahm (Germania); Charisteas (Grecia); De Rossi, Panucci e Pirlo (1-Italia); Huntelaar, Kuyt, Van Bronckhorst e Robben (Olanda); Guerreiro (Polonia); Deco, C. Ronaldo, Nuno Gomes, Pepe, H. Postiga, Quaresma e Meireles (Portogallo); Sverkos, Sionko, Koller e Plasil (Repubblica Ceca); Mutu (Romania); Torbinski e Zyryanov (Russia); Xavi, Silva, de La Red e Fabregas (Spagna); Hansson (Svezia); Ugur Boral (Turchia).


TRIBUNA D'ONORE FINALE, A SORPRESA SPUNTA SCHUMI
Sei Capi di Stato, altrettanti primi ministri, e all'ultimo anche il re della Formula uno, Michael Schumacher: la tribuna d'onore dell'Happel Stadion in tutto conterrà 58 "ospiti illustri", come vengono definiti nella lista ufficiale distribuita nella sala stampa dell'impianto viennese che sta per ospitare la finale degli Europei Germania-Spagna.

Si va dal Re di Spagna Juan Carlos, accompagnato dalla moglie Regina Sofia e dalla figlia Infanta Elena, al Presidente della Germania Horst Kohler, a quello dell'Austria Heinz Fischer, al grande appassionato di calcio e Sovrano del Principato di Monaco Alberto, arrivato assieme a colei che la lista definisce "accompagnatrice personale", ovvero la fidanzata Charlene Wittstock. Ci sono poi l'Emiro del Qatar Hamad bin Khalifa e il Presidente della Moldavia Vladimir Voronin.

 Tra i Premier confermata la presenza della Cancelliera Angela Merkel e dello spagnolo José Luis Zapatero, che sfidando la scaramanzia assisterà alla partita di Vienna: finora aveva sempre indovinato i pronostici sui successi della Spagna, ma rimanendosene a Madrid e per questo buona parte dell'opinione pubblica del suo paese avrebbe voluto che rimanesse anche questa volta nella capitale spagnola. Assieme a una folta schiera di ministri e sindaci tedeschi, spagnoli ed austriaci, come vip spiccano le figure del sette volte campione del mondo di F.1 Michael Schumacher, venuto a fare il tifo per la sua Germania ('Schumì è stato anche calciatore, arrivando a giocare nella serie C svizzera), il tenore Placido Domingo e l'attore Harrison Ford. Arrivato anche un altro grande appassionato di calcio, ed ex 'anima' dei New York Cosmos di Pelé e Beckanbauer, l'ex Segretario di Stato americano Henry Kissinger. A rappresentare il mondo dello sport c'é anche il presidente del Cio, il belga ex schermidore e rugbista Jacques Rogge.

fonte - Ansa.it


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martedì, 24 giugno 2008

ROSSI PORTABANDIERA AI GIOCHI: "REGALEREMO GRANDI EMOZIONI"

Gianni Petrucci ha comunicato la scelta del canoista azzurro alla Giunta esecutiva del Coni, che ha accolto la parole del presidente con un lungo applauso. Antonio Rossi, che ha quarant'anni ed è alla quinta Olimpiade, ha vinto tre medaglie d'oro ai Giochi. "Sono molto onorato di essere stato scelto come portabandiera dell'Italia. E' una grandissima soddisfazione per me e per la mia famiglia, ma anche per la mia federazione. Sarò l'alfiere di una squadra molto forte che regalerà grandi emozioni". Antonio Rossi non nasconde la gioia per essere stato scelto a rappresentare la spedizione azzurra ai Giochi di Pechino. "Noi infatti puntiamo in alto e personalmente spero in una bella medaglia", ha aggiunto il campione della canoa al termine della giunta Coni, di cui è membro in rappresentanza degli atleti, e che oggi lo ha ufficialmente nominato alfiere olimpico.

PETRUCCI: 'ETICA E VITTORIE, ROSSI ATLETA IDEALE' - "Con grande piacere ho comunicato alla giunta del Coni che il portabandiera dell'Italia nei prossimi Giochi di Pechino sarà Antonio Rossi". Questo la prima comunicazione che il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha fatto in conferenza stampa al termine della giunta nazionale del comitato olimpico. Petrucci ha dichiarato che, con la scelta di Rossi, "si premia un atleta con un comportamento etico irreprensibile, sempre corretto e leale e straordinario nelle dichiarazioni sempre pacate e mai sopra i toni. Oltre al comportamento poi non bisogna certo ricordare il grande curriculum di Rossi". Il presidente del Coni ha affermato di avere "già informato sia il capo dello Stato Napolitano, dal quale il 7 luglio andremo per la consegna della Bandiera, sia il sottosegretario allo Sport Rocco Crimi che Gianni Letta". "Sono fiero - ha concluso Petrucci - che sia un atleta come Antonio Rossi a rappresentare l'Italia".

DA GINNASTA BRAGLIA A ROSSI,GLI ALFIERI AZZURRI  - Il primo fu il ginnasta Alberto Braglia, pluridecorato campione emiliano, al quale è stato anche intitolato lo stadio di Modena; il prossimo sarà Antonio Rossi. Grandi campioni, personaggi entrati di diritto nella storia dello sport, ecco gli lfieri azzurri alle Olimpiadi. Questo l'elenco dal 1912 a oggi (nelle edizioni precedenti non era ancora stata introdotta la sfilata delle bandiere nella cerimonia d'apertura):
Stoccolma          1912: Alberto Braglia     (ginnastica)
   Anversa            1920: Nedo Nadi           (scherma)
   Parigi             1924: Ugo Frigerio        (atletica)
   Amsterdam          1928: Carlo Galimberti    (sollevam. pesi)
   Los Angeles        1932: Ugo Frigerio        (atletica)
   Berlino            1936: Giulio Gaudini      (scherma)
   Londra             1948: Giovanni Rocca      (atletica)
   Helsinki           1952: Miranda Cicognani   (ginnastica)
   Melbourne          1956: Edoardo Mangiarotti (scherma)
   Roma               1960  Edoardo Mangiarotti (scherma)
   Tokyo              1964: Giuseppe Delfino    (scherma)
   Città del Messico 1968: Raimondo D'Inzeo    (sport equestri)
   Monaco di Baviera  1972: Abdon Pamich        (atletica)
   Montreal           1976: Klaus Dibiasi       (tuffi)
   Mosca              1980: l'Italia sfilò con la bandiera Coni
   Los Angeles        1984: Sara Simeoni        (atletica)
   Seul               1988: Pietro Mennea       (atletica)
   Barcellona         1992: Giuseppe Abbagnale  (canottaggio)
   Atlanta            1996: Giovanna Trillini   (scherma)
   Sidney             2000: Carlton Myers       (pallacanestro)
   Atene              2004: Jury Chechi         (ginnastica)
   Pechino            2008: Antonio Rossi       (canoa).

 

  fonte - Ansa.it

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lunedì, 23 giugno 2008

ITALIA KO AI RIGORI, LIPPI PRONTO PER IL POST-DONADONI

ITALIA KO AI RIGORI, LIPPI PRONTO PER IL POST-DONADONI

dell'inviato Piercarlo Presutti

VIENNA - Stavolta le lacrime sono azzurre, lo psicodramma dei rigori premia gli altri, in questo caso gli spagnoli: che non hanno fatto molto di più della nazionale di Donadoni, ma qualcosina sì, nel corso di una serata di calcio noioso riscattato solo dai brividi per i penalty, e dunque meritano di andare avanti.

E' finita così, senza neanche un bagliore nella notte calda di Vienna, l'avventura dell'Italia campione del mondo agli europei di calcio. A capo della più brutta partita del torneo, conclusa ai tempi regolamentari 0-0 e poi 4-2 per gli iberici per gli errori di De Rossi e Di Natale, gli azzurri escono di scena. Era stato disastroso il loro avvio di europeo, non è stata particolarmente dignitosa neanche la loro uscita di scena: 120' di attesa e sofferenza, sperando nelle mani senza fine di Buffon per scamparla e guadagnarsi la semifinale contro la Russia. Invece il calcio dà ed il calcio toglie, come hanno detto spesso gli azzurri in questi giorni: e stasera ha sottratto, perché il portiere juventino un rigore avversario l'ha anche parato, ma gli sbagli azzurri sono stati di più. Il calcio stasera toglie agli azzurri anche se la coppia di fenomeni d'attacco spagnoli, Villa-Torres, quasi mai s'é vista.

Ed anche se le furie rosse sono state molto più mansuete rispetto agli sfracelli delle altre gare. L'Italia però mai è apparsa padrona del gioco, e le assenze degli squalificati Pirlo e Gattuso non possono funzionare da alibi per un ct che fatalmente finirà sotto processo, nonostante il suo contatto sia stato rinnovato da poco (ma la Figc si è riservata una clausola di rescissione). Le assenze di Pirlo e Gattuso avevano spinto Donadoni a puntare in avvio sul blocco Roma. E così esordio dal primo minuto per Aquilani e conferma per Perrotta, oltre che per il leader De Rossi: quarto uomo di centrocampo era Ambrosini. In avanti fiducia a Cassano a sostegno di Toni, mentre la retroguardia, falcidiata da infortuni, era praticamente obbligata: Panucci-Chiellini centrali, Zambrotta e Grosso esterni. Un po' per colpa del caldo, molto per la disposizione tattica, andava in scena il primo tempo meno spettacolare dell'europeo.

Perché l'Italia piazzava De Rossi a fare il centromediano metodista per sopperire alle carenze difensive, e dunque perdeva inevitabilmente in fase di costruzione (anche a causa della mancanza di spinta di un Aquilani fuori ruolo a destra) in un 4-1-3-2 buono soprattutto per coprire gli spazi. La Spagna invece recitava a memoria lo spartito del suo gioco in un 4-4-2 scolastico, che faticava enormemente a trovare sbocchi. Le emozioni erano così pochissime: una protesta iberica infondata per un contatto in area Ambrosini-Torres al 15', un cross di Ambrosini sul quale Toni arrivava in ritardo di un soffio al 19'. E poi una serie di tentativi da lontano degli spagnoli (al 24' ed al 32' parate a terra di Buffon su tiri di Villa e Silva, al 37' una botta da 30 metri ancora di Silva, fuori di poco). Mentre da parte azzurra ad accendere davvero i tifosi del Prater arrivava solo una giocata brillante di Cassano che al 36', su tocco di Ambrosini, finalmente andava in profondità e crossava un pallone dolce per Toni: il colpo di testa del centravanti però rimpallava sul corpo di Marchena. Nella ripresa al 4' l'Italia sfiorava il pasticcio difensivo quando su cross dalla destra Panucci in area liberava addosso a De Rossi, la palla finiva a Silva che però sprecava. Al 10' Torres sfuggiva a Panucci e metteva in mezzo, Chiellini anticipava Villa. Al 12' Donadoni inseriva Camoranesi per Perrotta, ed al 13' gli spagnoli ci provavano con Silva: alto. Scattava allora il momento di Fabregas, che rilevava Xavi, ma Aragones mandava in campo contemporaneamente anche Cazorla per Iniesta.

Logico disorientamento degli spagnoli e l'Italia creava la sua migliore occasione: lancio lungo di De Rossi in area, batti e ribatti con palla che arrivava a Camoranesi il cui tiro da due passi veniva neutralizzato con una prodezza da Casillas. Gli azzurri, tra i quali Aquilani aveva preso confidenza, provavano allora ad alzare il pressing. Reggevano però solo qualche minuto. L'ennesimo colpo di testa fuori di Toni al 20', poi un'ammonizione per simulazione al capocannoniere Villa preludevano alla sostituzione di Cassano, rilevato da Di Natale. Provava a forzare i tempi la Spagna, ed al 34' Buffon doveva respingere su punizione a giro di Senna, prima di ripetersi al 36'(aiutato dal palo) su un tiro rasoterra del brasiliano naturalizzato. Al 37', su cross di Di Natale, Toni toglieva letteralmente dal piede di Grosso la palla della vittoria. E la gara andava così ai supplementari, senza Torres, sostituito da Guiza. Subito una protesta spagnola per un contatto Ramos-Chiellini, e la gara finalmente dava l'impressione di accendersi. Al 3' Silva piazzava una botta che finiva a pochi centimetri dal palo. Ed al 5' su cross di Zambrotta e colpo di testa di Di Natale era Casillas a deviare splendidamente in angolo. Ci provava ancora Toni di testa (fuori di poco) ed in avvio di secondo tempo supplementare entrava Del Piero per Aquilani. Al 5' Buffon usciva bene su Villa, un tiraccio di Guiza ed un'incursione di Cazorla con tiro a lato chiudevano di fatto le ostilità. Come da copione, si andava ai rigori: degli spagnoli sbagliava solo Guiza, degli azzurri con Grosso e Camoranesi che avevano fatto il loro dovere, sbagliavano De Rossi e Di Natale. Con i protagonisti degli errori in lacrime, scattava la fiesta spagnola. Tutto sommato è giusto così.

DONADONI: 'MALEDETTI RIGORI,MA IO SODDISFATTO'

dell'inviato Francesco Grant

VIENNA - Roberto Donadoni maledice i rigori, ma va controcorrente nel giudicare positivo l'europeo dell'Italia. ''L'ho detto ai ragazzi - dice il ct azzurro, dopo l'eliminazione dal dischetto con la Spagna - nella mia carriera i rigori non hanno mai portato bene. Sono uscito da una  semifinale mondiale, e sono uscito da un europeo nel 1996 per un errore dal dischetto''.

A conti fatti, pero', l'eliminazione e' segno di un fallimento, per una squadra due anni fa campione del mondo e ora fuori ai quarti. Idea che invece Donadoni non accetta. ''Non mi importa nulla - dice il ct - di una eliminazione ai quarti o in semifinale. Non e' questo il mio problema. Io dico che questa nazionale ha dato tutto quello che poteva dare, l'ho detto ai ragazzi: uscite a testa alta''. Ma ora il problema e' come esce Donadoni. Dopo la partita il ct ha trovato in Gianni Petrucci, presidente del Coni, un difensore. E Giancarlo Abete, presidente della Federcalcio, che gli ha prolungato il contratto fino al 2010 ma con una clausola di rescissione, rinvia tutto. Abete e Donadoni si incontreranno nei prossimi giorni in quella che il presidente federale definisce ''una riflessione a mente fredda''.

''Ora aspetto quello che decide la federazione - ha aggiunto il commissario tecnico - mi pare un discorso logico, perfettamente in linea con quello che si era detto nei giorni scorsi''.

Una cosa pero' Donadoni vuole rivendicare. ''C'e' dispiacere ad essere uscito ai rigori, sono deluso solo per i ragazzi. Processi? io non mi aspetto niente di particolare. Per me l'europeo e' stato esaltante e produttivo. E' stato fatto tutto in grande coscienza, questa Italia ha fatto tutto quello che era nelle sue capacita'. Se poi vogliamo fare un discorso dei quarti, e' diverso. Ma io, ripeto, sono soddisfatto di quello che e' stato fatto''.

Poche parole sulla partita, e soprattutto su come sono stati decisi i rigoristi. ''Nessuno si e' tirato indietro - dice Donadoni - abbiamo deciso sulla base di quello che i ragazzi sentivano, chi voleva tirare prima e chi dopo. Anche De Rossi, che aveva un problema alla gamba. Per questo non ho messo Del Piero prima, perche' se si fosse infortunato Daniele saremmo rimasti in dieci''.

Tra le righe, pur negando che le assenze di Gattuso e Pirlo siano state decisive, il ct azzurro pero' ricorda di quante defezioni abbia dovuto tenere conto. ''Aquilani ha dimostrato questa sera di avere un grande futuro. Ambrosini e' stato all'altezza. Certo anche tutti sappiamo quanto pesino Gattuso e Pirlo. Come anche Cannavaro e Barzagli''. Infine una rivendicazione. ''Una partita in difesa?  A un certo punto abbiamo giocato anche con tre punte''. Ovvero il suo credo calcistico. Quello che ora sara' difficile mettere in pratica con la maglia azzurra.

DE ROSSI: I RIGORI? IO NON MI TIRO INDIETRO

dell'inviato Alessandro Castellani

VIENNA - Il signore del centrocampo ha l'espressione triste. Chiude un Europeo da protagonista con il peso di un rigore sbagliato che avrebbe potuto essere decisivo. Piu' che il De Rossi di Berlino, che aveva segnato uno dei cinque penalty contro la Francia, e' stato quello di Manchester, che in Champions quest'anno ha fallito contro lo United. Cosi' l'Italia torna a casa, ma il romanista non fa come Di Natale, che nel dopo-partita di Spagna-Italia non si ferma a commentare, trascinato via da Cassano.

''Provo grande amarezza, per me e' una brutta serata - dice De Rossi - anche se sono soddisfatto delle mie prestazioni. Chiedo scusa ai compagni. Evidentemente non sono bravissimo a battere i rigori, ma preferisco cosi' piuttosto che tirarmi indietro: non potrei mai dire che non me la sento''.

Il primo a consolarlo e' stato il tecnico Roberto Donadoni. ''Mi ha detto delle belle parole, e' stato emozionante - dice De Rossi - e mi ha spiegato che anche a lui, da giocatore, spesso e' capitato di sbagliarne. Il calcio e' questo, e perdere ai rigori e' solo una questione di sfortuna. Se li avessimo segnati tutti ora staremmo qui a fare discorsi diversi''.

Ma, secondo De Rossi, Donadoni deve rimanere alla guida dell'Italia? ''Secondo me si' - risponde - pero' molto dipendera' anche da voi giornalisti''.   Rigore sbagliato a parte, quello di De Rossi rimane un buon Europeo. ''Credo di aver fatto bene la mia parte - dice - certo  mi dispiace essere uscito in questo modo. E pensare che dopo quel brutto inizio (il 3-o contro l'Olanda ndr) eravamo riusciti a raddrizzare il nostro Europeo''.

Nel primo tempo contro la Spagna la nazionale non ha avuto un atteggiamento troppo difensivo? ''Abbiamo subito il loro possesso palla - dice De Rossi - ma non mi sembra che loro abbiano avuto tutte queste occasioni. In ogni caso non credo proprio che sia una vergogna essere accorti e pensare a non scoprirsi contro un'avversaria cosi' forte''.

Di sicuro per Capitan Futuro e' finita solo quest'avventura europea, lui dell'Italia continuera' a far parte: ''Speriamo, e intanto vorrei prendermi qualche soddisfazione con la mia Roma. Ma alla maglia azzurra tengo da morire''. Ecco perche' e' uno che non si tira mai indietro.

SU DONADONI DECISIONE A GIORNI, PRONTO LIPPI

Cesare Maldini fu esonerato dal ruolo di ct azzurro dopo avere perso ai rigori ai quarti di finale di una grande manifestazione: ma rispetto a Donadoni lui fu sconfitto da una nazionale che giocava in casa, la Francia poi campione del mondo con il fiore all'occhiello Zidane.   E' solo uno dei tanti precedenti che indicano chiaramente quale sia di solito in Italia il destino di un commissario tecnico perdente, sebbene fornito di scusanti piu' o meno plausibili (a Trapattoni fu concessa una seconda possibilita',  ma la sua Corea aveva l'alibi Moreno). Puo' piacere o no (al presidente del Coni, Gianni Petrucci non piace, ad esempio) ma il processo a Donadoni dunque e' di fatto gia' istruito.

Lippi e' pronto da tempo, per un suo ritorno in azzurro c'e' solo bisogno di fissare l'appuntamento per la firma del contratto. Quello del ct attuale, appena rinnovato, invece si risolve con il pagamento di una penale di poco piu' di 500 mila euro. Sembrano molti, sono nulla in realta' di fronte al disastro sportivo ed economico di affrontare la qualificazione mondiale, e poi sperabilmente il mondiale vero e proprio, con un ct che non gode di piena fiducia da parte della federazione.   Il ''faremo presto tutte le valutazioni, ma a mente fredda, non sull'onda dell'emozione'' di Giancarlo Abete e' solo un rinvio della decisione. ''Avevo gia' parlato prima con Donadoni - ha spiegato il presidente federale - Eravamo d'accordo che a Europeo finito ci saremmo visti per una valutazione''. Il ct ha parlato di ''bilancio positivo''. Abete, parlando quando Donadoni era gia' uscito dalla sala stampa dell'Happel Stadion, ha frenato. ''Il risultato e' al di sotto della nostra forza d'urto'', ha ammesso il presidente federale, nella cui proposta di contratto iniziale era fissato come obiettivo minimo il raggiungimento della semifinale.

''Il lavoro di qualita' di Donadoni non si mette in discussione, per gruppo, comportamenti, coesione''. Ma non sono questi i parametri per ripartire. ''Dobbiamo capire se le carenze di questo Europeo sono contingenti o strutturali. Ci sono nazionali, come la Francia, che sono uscite da questo  Europeo con un verdetto: la fine di un ciclo''.

  fonte - Ansa.it

postato da bigbossman alle ore 08:36 | link | commenti
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domenica, 22 giugno 2008

Ferrari di un altro pianeta

 

Dominio rosso. Dopo la doppietta in qualifica, la Ferrari si è presa tutta la scena anche in gara, a parti invertite però, con Felipe Massa che a Magny Cours è salito sul gradino più alto del podio e Kimi Raikkonen, tradito da un problema ad uno scarico a metà gara, che ha chiuso secondo davanti ad un ottimo Jarno Trulli, terzo con la Toyota.

Una beffa per il campione del mondo finlandese, scattato benissimo dalla pole e sempre in controllo della gara, seguito da subito dal compagno di scuderia brasiliano, tenuto però costantemente a distanza nella prima parte di gara. Una gara che i due alfieri del Cavallino fanno praticamente in solitaria, rifilando un secondo a giro a tutti gli altri. E se davanti è tutto tranquillo, fino al problema che condanna Raikkonen al sorpasso di Massa, nuovo leader del Mondiale grazie al successo, la lotta è dietro, dove Trulli difende con i denti il terzo posto dagli attacchi dei vari Heikki Kovalainen, Robert Kubica, Mark Webber, Nelson Piquet jr e Fernando Alonso.

Non di Lewis Hamilton, che partito tredicesimo per la penalizzazione di Montreal, in gara è stato costretto per un altro errore (chicane tagliata in un sorpasso effettuato ai danni di Sebastian Vettel al primo giro) ad un drive through che lo ha relegato nelle retrovie, senza dargli mai la possibilità di entrare in zona punti.

 CLASSIFICA  PILOTI  2008
P.TI
 Massa
    10 8 10 6 4 10                     48
 Kubica
  8 6 5 5 8 10 4                     46
 Raikkonen
1 10 8 10 6     8                     43
 Hamilton
10 4   6 8 10                         38
 Heidfeld
8 3 5   4   8                       28
 Kovalainen
4 6 4     1   5                     20
 Trulli
  5 3 1     3 6                     18
 Webber
  2 2 4 2 5   3                     18
 Alonso
5 1     3     1                     10
 Rosberg
6   1   1                           8
 Nakajima
3     2   2                         7
 Coulthard
            6                       6
 Barrichello
          3 2                       5
 Glock
            5                       5
 Vettel
          4 1                       5
 Button
      3                             3
 Bourdais
2                                   2
 Piquet
              2                     2
 Davidson
                                    0
 Fisichella
                                    0
 Sato