giovedì, 28 febbraio 2008

Alex Zanardi- biografia

Alex Zanardi

Zanardi

Biografia

A 100 chilometri da Berlino e a 60 da Dresda è stato costruito, adiacente la nuovissima pista del Lausitzring (tristemente famosa per il terribile incidente costato la vita al pilota italiano Michele Alboreto), un circuito della lunghezza di 2 miglia che permette con facilità alle autovetture di raggiungere picchi di oltre 370 km/h.
E' proprio all'interno di tale circuito che, in una corsa a pochi giri dal termine, nel pomeriggio di sabato 15 settembre 2001 ha avuto luogo il terribile incidente fra il nostro Alex Zanardi e il pilota italo canadese Tagliani.

Zanardi, a undici giri dal termine, era rientrato per un rabbocco precauzionale di benzina e con foga aveva ripreso la pista, ricevendo schizzi di carburante sulla visiera. Ma nell'atto di detergerla successe che perse sfortunatamente il controllo della vettura la quale, dopo un testa e coda, rientrò lentamente ma trasversalmente sulla pista proprio mentre sulla stessa linea soppraggiungeva la vettura di Tagliani. Conseguenza di questa tragica fatalità fu un urto perfettamente perpendicolare fra le due vetture, inevitabile e violentissimo, che tagliò letteralmente in due la Reynard Honda di Zanardi, proprio all'altezza delle anche del pilota bolognese.

Subito le condizioni apparvero disperate e per limitare l'emorragia si dovette intervenire con la soluzione più drastica e radicale: l'amputazione degli arti inferiori. Come per Clay Regazzoni, come per Frank Williams. Se con quest'atto, dettato da "estrema ratio", si riuscì indubbiamente a salvare la vita del valoroso pilota, le condizioni di Zanardi rimasero gravissime per lungo tempo, complici altre numerose fratture e il perenne rischio di embolia.

Alessandro Zanardi nasce a Bologna il 23 ottobre 1966 con la passione per i motori nel sangue, ben supportata dell'esempio paterno. Anche il genitore era ottimo pilota dilettante e grande intenditore. Alex frequenta così le corse, inizia a gareggiare sui kart e segue con passione tutti gli avvenimenti legati a questo sport. La sua classe indiscussa pian piano emerge, ottenendo nel tempo ottimi risultati come i 3 Campionati Italiani ed il titolo Europeo di kart: i risultati lo fanno entrare di diritto in Formula 3 dove, come miglior risultato, ottiene un secondo posto nel Campionato Europeo.

Pur senza possedere grandi possibilità economiche (il padre è idraulico e la madre una valente artigiana camiciaia), Alex Zanardi riesce ad entrare in Formula 3000 nel 1990. Eddie Jordan, grande talent scout ed opportunista, lo segue e nel 1991 lo schiera nel suo Team in Formula 1. Pur confermandosi grande combattente non ottiene però in questo periodo risultati di rilievo. Passa per tutte le cosiddette squadre di "riempimento" (Minardi, Lamborghini e Lotus), fino al 1994. In 25 Gran Premi disputati non riesce ad ottenere che un solo punto in Classifica. A Spa è protagonista di un terribile incidente che, pur senza conseguenze, lo costringe a lasciare il Team Lotus.

Nel 1995 nonostante i tanti contatti con squadre di Formula 1, nulla va a buon fine e viene avvicinato da procuratori che lo propongono a manager della Formula Kart americana. Chip Ganassi, leggenda della Serie americana lo vuole e, con un ingaggio che non si può rifiutare, lo convince a fare il passo. Si ambienta in fretta e già nel primo anno (1996) ottiene tre vittorie che lo pongono in primo piano per la vittoria dell'anno successivo: un successo che gli fa guadagnare il rispetto (con anche un pizzico di sana invidia) dei piloti americani.

Le previsioni vengono pienamente confermate e per gli anni 1997 e 1998 il pilota da battere è lui. Con autentiche imprese che fanno impazzire i tifosi Alex si impone nel Campionato in entrambi gli anni, ma il desiderio di rivalsa per una Formula 1 che non lo ha nè capito, nè giustamente valutato, lo chiama. La richiesta da parte del Team Williams per un contratto triennale non lo fa neanche riflettere, firma ed abbandona gli Stati Uniti, lasciando un grande vuoto fra gli appassionati.

La Williams, pur sempre squadra di vertice, nel 1999 realizza una vettura mal riuscita e in 16 Gran Premi, Zanardi colleziona ben 10 ritiri. All'interno del Team il suo carattere educato e gentile si scontra con l'animo burbero del Capo progettista Patrick Head che lo scarica letteralmente, incaricando il giovane Ralf Schumacher dello sviluppo della vettura. Il clima diventa impossibile e così, a fine stagione, da gran signore, Alex accetta la transazione della risoluzione del contratto dei restanti due anni. Con una bella cifra di liquidazione si ritira a Montecarlo a godersi la dolce moglie Daniela ed il piccolo Niccolò, con frequenti puntate a Castelmaggiore a trovare le adorate mamma e nonna.

Dopo un 2000 di tutto riposo, Mo Nunn, altro grande manager della Cart convince Zanardi a tornare a correre nella Serie a bordo delle Reynard Honda del team e così Alex ritorna negli States. Toltosi la ruggine dell'inattività nelle prime corse, purtroppo quel fatale incidente, assolutamente casuale, ha interrotto quel ritorno.

Il pilota, dotato di un carattere di ferro, non senza fatica si è ripreso, si è adattato a quelle brutte (ma per lui salvifiche) protesi e il suo sorriso è tornato a splendere sulle piste, con grande gioia degli appassionati e di chi lo ha sempre amato.

Con l'aiuto di Gianluca Gasparini, giornalista della "Gazzetta dello Sport", Alex ha scritto "... Però, Zanardi da Castelmaggiore!" (2003), un libro che ripercorre la sua vita, la sua carriera e soprattutto il suo straordinario recupero.

Il ritorno di Alex Zanardi ha commosso l'intero mondo sportivo ancor più del dramma vissuto per l'incidente. Da sempre nobile e gentile nell'animo, Alex non solo ha dimostrato tenacia e determinazione, ma una grande umiltà, voglia di vivere e un immenso amore per il suo sport. Per tutte le sfortunate vittime di incidenti analoghi al suo, per i loro amici e famigliari, e per chiunque ami lo spirito sportivo, Alex Zanardi è un eroe, un esempio e un punto di riferimento.

 fonte:"www.Sghemba.net"

postato da bigbossman alle ore 15:59 | link | commenti
categorie: biografia, motori, formula1
mercoledì, 27 febbraio 2008

Abramovich al Chelsea:"Vinci che ti compro Kakà"

Abramovich al Chelsea:"Vinci che ti compro Kakà"

 

roman-abramovich

Il presidente dei Blues piomba all'allenamento per provare a tamponare la crisi salvando anche il tecnico Grant. Sul piatto, in cambio di risultati, 130 milioni di euro per il mercato estivo: in cima agli obiettivi, il milanista. Intanto però rispunta il nome di Rijkaard

LONDRA (Gb) - 27 febbraio 2008 - Nuova visita di Roman Abramovich, in compagnia di Peter Kenyon, al quartier generale del Chelsea (immortalata da tutti i giornali) per cercare di arginare una crisi che la sconfitta in Carling Cup contro il Tottenham di domenica scorsa ha fatto esplodere in tutta la sua violenza, dopo mesi che il malcontento dei giocatori covava sotto la cenere. Stando al Daily Express, il tycoon russo avrebbe rinnovato la propria fiducia al tecnico amico, promettendogli 100 milioni di sterline (pari a poco più di 130 milioni di euro) da spendere al mercato estivo. Ovviamente, a condizione che la bacheca del Chelsea si arricchisca di un altro trofeo entro la fine della stagione o, perlomeno, che la squadra si garantisca il diritto di giocare in Champions League anche il prossimo anno.
LA LISTA DELLA SPESA - E i primi due nomi sulla "lista della spesa" di Grant sarebbero il milanista Kakà, per il quale è pronta un’offerta di 25 milioni di sterline (33 milioni di euro), e l’attaccante del Valencia David Villa (valutato 15 milioni di sterline, poco meno di 20 milioni di euro). Quanto alle partenze, sembrano ormai certe quelle di Didier Drogba e di Frank Lampard, che hanno più volte ribadito il loro desiderio di cambiare aria. Nel caso in cui il Chelsea fallisse qualunque obiettivo, Abramovich non si farebbe però alcuno scrupolo a cambiare Grant, che tornerebbe così a fare quello che faceva prima – il direttore tecnico – prendendo un allenatore di fama mondiale e il più accreditato per la panchina Blues sarebbe Frank Rijkaard. A proposito di Grant, stante la delicata situazione del club e la brutta aria che si respira dalle parti di Stamford Bridge, il tecnico ha preferito rinviare il viaggio a Tel Aviv, dove doveva partecipare alla solita lezione di 90 minuti del lunedì allo stadio Ramat Gan, indispensabile per ottenere la licenza Uefa (ha ottenuto una dispensa per allenare il Chelsea). "Avrà avuto le sue buone ragioni per non venire – ha spiegato Amnon Raz, capo della FA israeliana al Daily Star– ,ma se non partecipa al 70 per cento delle lezioni, non prenderà il patentino". In altre parole, senza quel pezzo di carta Grant rischia di perdere la panchina Blues, indipendentemente dal risultato di fine anno.
CONTESTAZIONE VIA INTERNET - Un’eventualità che, a dire il vero, i tifosi londinesi si augurano da giorni, come dimostrano i messaggi niente affatto benevoli che sono comparsi da domenica sul sito ufficiale del club, nella sezione "Chelsea Chart" e di cui dà notizia il Sun. Una serie di commenti dove si chiede la cacciata dell’allenatore voluto e imposto da Abramovich ("Con Grant possiamo solo peggiorare, ha il carisma di una scimmia morta") e si rimpiange Mourinho ("Con lui avevamo fiducia, con Grant no") e dove non mancano anche attacchi al vice allenatore Henk Ten Cate per l’acceso diverbio con John Terry di sabato scorso, con i fan schierati con il loro capitano ("Grazie a Dio, il potere dei giocatori è ancora intatto"). E a proposito del litigio, andato in scena sotto gli occhi di un attonito Abramovich e raccontato in esclusiva proprio dal Sun", ieri i dirigenti Blues avevano tentato ieri mattina una timida smentita, ma ci ha pensato lo stesso Ten Cate a confermare quanto accaduto al sito del giornale olandese Algemeen Dagblad e le sue dichiarazioni sono state poi riprese anche dal tabloid inglese. "Abbiamo avuto una discussione sul tipo di allenamento – ha detto il 53enne tecnico olandese – perché Terry voleva una seduta molto più intensa, mentre io ritenevo che non fosse il caso, visto che eravamo alla vigilia della finale. E’ volata qualche parolaccia di troppo, ma qui in Inghilterra è una cosa normale. Del resto, siamo entrambi dei tipi emotivi, ma c’è comunque rispetto reciproco".
  Simona Marchetti
 fonte:"La Gazzetta dello Sport"
postato da bigbossman alle ore 17:19 | link | commenti
categorie: calcio, kakà, chelsea
lunedì, 25 febbraio 2008

Ronaldo libera il Milan

25 febbraio 2008


Ronaldo libera il Milan, società alla quale è legato contrattualmente fino al 30 giugno prossimo.

"Nessun club può volere un calciatore operato due volte per due lesioni gravissime al ginocchio, che ha trentuno anni e che non sa se tornerà in campo. Nello stesso tempo, però, deve essere chiaro che non ho bisogno della carità di nessuno", spiega l'attaccante brasiliano in un'intervista concessa al programma "Fantástico" di TV Globo.

"Parlare di un mio rientro è al momento impossibile, durante la fase di riabilitazione potrebbero sorgere problemi tali da costringermi ad alzare bandiera bianca. Non è quindi il caso, ora, di discutere circa la possibilità di continuare al Milan o di giocare nel Flamengo", conclude il "Fenomeno", che non si nasconde, quindi, le difficoltà del caso e non le nasconde neppure ai suoi connazionali.

 fonte:"Sportal.Calcio"

postato da bigbossman alle ore 16:34 | link | commenti
categorie: calcio, milan, calciomercato
domenica, 24 febbraio 2008

La Sensi smentisce la cessione

24 febbraio 2008


"La Roma in vendita? Posso dire solo una cosa, lavoriamo a un progetto industriale serio, andiamo avanti con tranquillità, e siamo anche stanchi di smentire informazioni non corrette che vengono date. Smentisco queste notizie, non so più come dirlo. I nostri bilanci sono certificati, siamo sereni, andiamo avanti". E' anche indispettita Rosella Sensi domenica pomeriggio ai microfoni dei cronisti dopo il successo sulla Fiorentina.

"Mi dispiace moltissimo solo una cosa: che queste voci arrivano sempre alla vigilia di partite importanti, sarà una casualità ma questo ci dà fastidio, ho parlato con la squadra per tranquillizzarla" precisa l'amministratore delegato giallorosso.

 fonte:"Sportal.Calcio"

postato da bigbossman alle ore 17:46 | link | commenti
categorie: calcio, roma, sensi
domenica, 24 febbraio 2008

L'Inter limita i danni

24 febbraio 2008


Le prime due della classe, Inter e Roma, attese mercoledì sera dallo scontro diretto del Meazza, devono per motivi diversi riscattare domenica, nei rispettivi match della quinta di ritorno, i recenti passi falsi. La capolista infatti è uscita con le ossa rotte (non solo in senso figurato) da Liverpool in Champions, la sua inseguitrice, bene in Europa, praticamente non pervenuta sabato scorso a Torino contro la Juventus, in campionato è precipitata però a -11. Ma nerazzurri e giallorossi non partono certo bene contro Samp e Fiorentina. Mancini, a Marassi contro il suo passato, deve fare a meno di Ibrahimovic e Cruz, coppia gol Crespo-Suazo, spazio a centrocampo a Vieira e in difesa a Rivas per l'infortunato Cordoba, nei blucerchiati Lucchini rileva in extremis Gastaldello, e solo Julio Cesar nega il gol in avvio a Maggio, imbeccato dal solito Cassano. All'Olimpico, con Spalletti che, senza lo squalificato Mancini, lascia in panchina Perrotta e mette Giuly e Vucinic alle spalle di Totti dando una nuova chance a Cicinho in difesa (nuove polemiche con Panucci), Gamberini di testa esalta i riflessi di Doni, Mutu manca il pallone su grande assist da destra di Semioli.

Il primo gol della ventiquattresima arriva però da Udine, all'8' sventola di Leon, Handanovic è in ritardo e il Genoa si trova avanti, poi annullata per offside una rete di Di Natale. A Empoli il portiere del Catania Polito fa un mezzo miracolo su Giovinco, a Cagliari Storari soffre sulle conclusioni di Rocchi e Kolarov, decisamente meglio la Lazio nei primi 20'. A Bergamo palle gol per Doni da una parte e il senese Riganò dall'altra, in Livorno-Napoli poche emozioni, ma mancano i primattori (Tavano, Zalayeta, Lavezzi).

Al 27' al Friuli Santos tocca Inler in area, per Orsato è rigore, dal dischetto Di Natale spiazza Rubinho e l'Udinese pareggia, ma che paura subito dopo per una "papera" di Handanovic, che non paga dazio su tiro da lontano senza pretese di Sculli, la palla, non trattenuta dal portiere sloveno, finisce sul fondo. Una dormita collettiva della difesa dell'Atalanta regala al 31' al Siena il vantaggio a Bergamo, punizione di Codrea, sponda di Riganò e gol a porta vuota di Bertotto. Dai e dai l'Empoli passa al 34', Giovinco beffa Polito, che non ha la coscienza a posto.

Crescono Inter e Roma alla distanza, Suazo preoccupa la difesa doriana, infortunio intanto per Bellucci, rilevato da Bonazzoli, all'Olimpico Cicinho scalda i guanti di Frey, ma ci vuole ancora il miglior Doni poco dopo su Mutu lanciato a rete, e il rumeno nell'occasione si fa male al ginocchio, dentro Papa Waigo, annullato un gol di Vieri. Follia di Bovo, che interviene di mano su un cross innocuo, e secondo rigore per l'Udinese, al 38' doppietta per Di Natale. Raddoppia il Siena all'Azzurri d'Italia, amnesia della difesa dell'Atalanta, sbaglia soprattutto Manfredini, segna l'ex Locatelli, ma un minuto dopo Floccari riapre il match su magia di petto di Doni. Immediato pareggio del Genoa al Friuli, il 2-2 è di Sculli, in offside però non rilevato sulla torre di Borriello. Rimonta completata a Bergamo dall'Atalanta, al 46' punizione di Doni deviata da Manninger e tap in di testa ancora di Floccari.

Ripresa, Rubinho disinnesca Quagliarella a Udine, Frey fa lo stesso con Vucinic a Roma, Manninger è strepitoso a Bergamo su Floccari, a un passo dalla tripletta, Amelia toglie dall'incrocio un zuccata di Sosa a Livorno, è il primo tentativo di tutto il match per il Napoli, che però cambia marcia e passa con un colpo di testa questa volta di Calaiò. A Empoli traversa di Mascara, a Cagliari intervento da applausi di Storari su Rocchi. Ma i gol arrivano comunque: Roma avanti al 53' con Cicinho, che trova la zampata giusta col piede... sbagliato, il sinistro, dopo percussione di Vucinic, Totti, in fuorigioco, forse infastidisce Frey, poco dopo traversa di Kuzmanovic e reazione di carattere della Fiorentina. Praticamente in contemporanea nuovo vantaggio del Genoa a Udine, eurogol di Borriello, già tre reti ai bianconeri all'andata, tredici centri in campionato. Lazio con l'uomo in più al Sant'Elia, entrataccia di Fini su Mudingayi e rosso diretto, ma che paura per il belga.

Scossa al campionato al 65', uno scatenato Cassano mette palla all'incrocio e Inter sotto, la Roma in questo momento è a -8 dalla capolista. Mancini prova Figo per Maxwell. Succede di tutto intanto a Empoli, annullato un gol parso regolare a Saudati, concesso un rigore dubbio al Catania, ma il giovane Bassi ipnotizza Spinesi e si resta 1-0. Primo gol (e che capolavoro), per Diamanti in serie A, punizione nel sette al 73' il Livorno pareggia, l'amaranto aveva centrato un palo settimana scorsa con l'Inter.

Si scuote la capolista, Cambiasso si vede respingere il possibile 1-1 sulla linea a Castellazzi battuto, ma al 76' su centro di Stankovic il redivivo Crespo in tuffo incorna il pari. Al Friuli Inler tiene in campo un pallone impossibile, Floro Flores di testa fa fare brutta figura a Criscito e mette dentro il 3-3. Un sinistro potente e preciso di Budel porta l'Empoli sul 2-0 al Castellani a un quarto d'ora dalla fine, per il nuovo centrocampista di Malesani è il secondo gol di fila. Doppietta di Borriello, quinta rete all'Udinese e quattordicesima nel torneo, sinistro velenoso in mischia e 4-3 rossoblu. Piccolo "caso" a Marassi, Mancini inserisce Maniche per Vieira, che non gradisce e non saluta il tecnico uscendo, poi accusa un malore Stankovic e tocca a Pelè.

Prandelli gioca le carte Liverani e Cacia, la Fiorentina preme ma non si rende più di tanto pericolosa, Spalletti comunque si cautela con Pizarro. Incredibile Borriello, Lukovic lo "molla", lui incorna fra le gambe di un Handanovic allo sbando, terzo gol del bomber del Grifone, che vola 5-3, sono sei quelli segnati all'Udinese in due parite, 15 quelli totali in stagione, che valgono la vetta della classifica cannonieri. Un Cagliari in dieci fa piangere la Lazio, a battere Ballotta è l'ultimo entrato, Matri. Al 92' ancora Calaiò decide il match di Livorno, secondo gol nella partita e nel campionato (era ancora a secco) per il bomber di scorta di Reja, ancora su colpo di testa e un super Amelia deve inchinarsi.

Non succede più nulla, l'Inter perde due punti sulla Roma (che chiude, con un po' di affanno, in dieci per l'espulsione di Cicinho) e attende i giallorossi con nove lunghezze di margine nell'infrasettimanale, la squadra di Spalletti allunga decisamente su Juventus e Fiorentina, colpacci di Genoa e Napoli, successi d'oro per Cagliari e Empoli, 2-2 a Bergamo.

I risultati della ventiquattresima

Atalanta-Siena 2-2 (2-2)
31' Bertotto (S), 40' Locatelli (S), 41' e 46' Floccari (A)

Cagliari-Lazio 1-0 (0-0)
86' Matri

Empoli-Catania 2-0 (1-0)
34' Giovinco, 77' Budel

Livorno-Napoli 1-2 (0-0)
58' e 92' Calaiò (N), 73' Diamanti (L)

Roma-Fiorentina 1-0 (0-0)
53' Cicinho

Sampdoria-Inter 1-1 (0-0)
65' Cassano (S), 76' Crespo (I)

Udinese-Genoa 3-5 (2-2)
8' Leon (G), 27' rig. e 38' rig. Di Natale (U), 42' Sculli (G), 53', 78' e 85' Borriello (G), 72' Floro Flores (U)

  fonte:"Sportal.Calcio"

postato da bigbossman alle ore 17:42 | link | commenti
categorie: calcio, roma, inter
sabato, 23 febbraio 2008

Bologna ko a Brescia, Chievo primo

23 febbraio 2008



© Foto Alemanno

Il Brescia batte il Bologna 2-0 e regala la leadership solitaria della serie B al Chievo dopo la ventisettesima giornata di campionato. Le Rondinelle, che con questo successo si riavvicinano alle prime, colpiscono a freddo i felsinei al 3’ con Caracciolo, poi amministrano senza particolari problemi. La reazione della (ex) capolista è debole, e al 56’ arriva il colpo di grazia, firmato Possanzini.

Il ko della squadra di Arrigoni favorisce quindi il Chievo, che assapora la vetta solitaria della cadetteria. Per i veronesi però è una mezza soddisfazione: i gialloblu non vanno infatti oltre l’1-1 ad Avellino. Gli irpini, ben messi in campo, danno filo da torcere alla capolista e capitolano solo alla mezz’ora per una papera del portiere Gragnaniello, che favorisce Ciaramitaro. Ad inizio ripresa arriva il giusto pareggio, firmato Salgado.


Alle spalle del Bologna risalgono Albinoleffe e Lecce, ora ad una lunghezza dalla squadra di Arrigoni e a due dalla vetta. I seriani si impongono per 3-0 a Cesena con una doppietta di Cellini ed una marcatura di Ferrari ed inguaiano così il tecnico dei romagnoli Vavassori. Il Lecce ha ragione in casa del Piacenza per 3-1 dopo una partita tirata e decisa dalle reti di Abbruscato, Diamoutene e Tiribocchi per i giallorossi, Serafini per gli emiliani. Al quinto posto si riafferma il Pisa, corsaro a Trieste con Ciotola (nella ripresa espulso Genevier tra i toscani e Princivalli per gli alabardati).

A metà classifica importante passo in avanti del Rimini, trionfante a Modena per 2-0 con Ricchiuti e Paraschiv, e per l'Ascoli, vittorioso in casa con il Vicenza (in gol Guberti), mentre il Mantova non va oltre il pari interno contro il Bari: Tesser traballa. Da segnalare inoltre la larga vittoria del Frosinone (4-2 allo Spezia) e quella ancora più clamorosa del Treviso (6-2 al Messina, tripletta di Barreto). Finisce in parità Grosseto-Ravenna.

Ascoli-Vicenza 1-0
82’ Guberti (A)
Avellino-Chievo 1-1
31’ Ciaramitaro (C), 47’ Salgano (A)
Brescia-Bologna 1-0
3’ Caracciolo (Br), 56’ Possanzini (Br)
Cesena-Albinoleffe 0-3
27’ Celllini (A), 32’ rig. Cellini (A), 55’ Ferrari (A)
Frosinone-Spezia 4-2
5’ Amerini (F), 19’ Eder (F), 20’ Lodi (F), 23’ Lodi (F), 38’ Bianchi (S), 85’ Eliakwu (S)
Grosseto-Ravenna 2-2
5’ Succi (R), 17’ rig. Pichlmann (G), 78’ rig. Consonni (G), 80’ Succi (R)
Lecce-Piacenza 3-1
5’ Serafini (P), 20’ Abbruscato (L), 72’ Diamoutene (L), 94’ Tiribocchi (L)
Mantova-Bari 1-1
32’ Lanzafame (B), 40’ Godeas (M)
Modena-Rimini 0-2
23’ Ricchiuti (R), 55’ Paraschiv (R)
Treviso-Messina 6-2
9’ Venitucci (T), 19’ Barreto (T), 22’ Cordova (M), 42’ Cordova, 61’ rig Barreto (T), 66’ Barreto (T), 68’ Beghetto (T), 82’ Russotto (T)
Triestina-Pisa 0-1
4’ Ciotola (P)

 fonte:"Sportal.Calcio"
postato da bigbossman alle ore 17:29 | link | commenti
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venerdì, 22 febbraio 2008

Ronaldo non fa promesse

22 febbraio 2008



Di certezze non ne ha nemmeno lui, è ancora troppo presto. Torna a parlare Ronaldo dopo l'infortunio al ginocchio sinistro che potrebbe mettere fine alla sua carriera e dalla clinica parigina Pitié Salpetriere non scioglie i dubbi sul suo ritorno in campo.

"E' stato un colpo fisicamente molto duro, mentalmente durissimo - dice l'attaccante brasiliano del Milan -. Se starò bene e se non proverò dolore continuerò a giocare, se il mio corpo mi seguirà tornerò in campo. Adesso però penso solo a recuperare nel miglior modo possibile, certo che lasciare il calcio sarebbe una decisione difficile da prendere".

"La mia volontà è continuare, il mio cuore vuole che io giochi, ma il mio corpo mi manda segnali di stanchezza - aggiunge Ronie -. Le mie motivazioni sono uguali a quelle che avevo nel 2000, spero che stavolta non si verifichino i ritardi di allora. Il primo infortunio era una novità assoluta, adesso abbiamo alle spalle già un'esperienza del genere, sappiamo cosa dobbiamo fare e cercheremo di farlo nel miglior modo possibile... alla base c'è sempre l'amore per il calcio, la passione per questo sport e il desiderio di fare gol, è questa la luce che vedo in fondo al tunnel, ma so che non sarà facile".

"Contratto? Ho un accordo fino a giugno, il Milan per me è una grande famiglia, ma in questo momento non sono in condizione di parlare del mio futuro calcistico - conclude Ronaldo -. Il Flamengo? Ho sempre desiderato finire lì la carriera, ma ora devo superare un ostacolo molto alto e non è il momento di pensare al Flamengo. Finora ho ottenuto tutto ciò che desideravo: ci sono riuscito con la fatica, con il sacrificio, con il sudore e anche con le lacrime, ora mi sento realizzato, sia dal punto di vista professionale che personale".

 

 fonte:"Sportal.Calcio!"

postato da bigbossman alle ore 19:23 | link | commenti
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giovedì, 21 febbraio 2008

F1: test Barcellona, la Williams meglio di tutti

F1: test Barcellona, la Williams meglio di tutti

nak

Milano, 21 febbraio 

 Si e` conclusa per i team di Formula Uno la sessione di test programmata sul circuito spagnolo di Barcellona. Dopo due giorni di brutto tempo al Montmelo` e` uscito il sole e nel pomeriggio le scuderie che avevano girato di meno sono uscite allo scoperto. Tra queste la McLaren-Mercedes, finalmente in pista con costanza con Heikki Kovalainen e de la Rosa (Hamilton arriva lunedi`). Il finlandese e il collaudatore spagnolo si sono piazzati al secondo e terzo posto a breve distanza dal migliore di giornata, il giapponese Nakajima della Williams-Toyota. Con 32 giri all`attivo e un crono di 1`22``153 e` stato lui il primatista del giorno a Barcellona, confermando l`ottimo stato di forma delle vetture di sir Frank, visto anche il quinto posto di Nico Rosberg.

In pista c`era anche la Ferrari con Felipe Massa e Luca Badoer (Raikkonen `ai box` con l`influenza). I due di Maranello hanno continuato a lavorare su affidabilita` ed elettronica e hanno effettuato prove di assetto e di sviluppo di nuove soluzioni aerodinamiche in vista dell`apertura del Mondiale 2008, il 16 marzo in Australia, a Melbourne. Massa e` stato autore di un testacoda senza conseguenze che ha causato una bandiera rossa in pista, e a fine giornata dopo complessivi 95 giri si e` dovuto accontentare del quarto tempo, comunque vicino a Nakajima (6 centesimi in meno). Badoer ha chiuso invece a quasi 4 decimi dal giapponese.

Altri incidenti hanno coinvolto la McLaren di Kovalainen e la Red Bull di Mark Webber, che per ben due volte a testa si sono fermati lungo in tracciato. Stop anche per Fernando Alonso: la Renault ha lasciato a piedi lo spagnolo, che chiude la sua giornata con il nono tempo (1`22``657) e una certa preoccupazione in vista del primo semaforo verde della stagione. I test di Barcellona non finiscono qui: venerdi` in pista ci sara` soltanto la Ferrari, mentre da lunedi` a mercoledi` prossimo andra` in scena una nuova tre giorni aperta a tutti.

I tempi di giovedi` a Barcellona:

1. Nakajima Williams-Toyota 1:22.153 32 giri
2. Kovalainen McLaren-Mercedes 1:22.185 64
3. de la Rosa McLaren-Mercedes 1:22.208 92
4. Massa Ferrari 1:22.213 95
5. Rosberg Williams-Toyota 1:22.248 108
6. Webber Red Bull-Renault 1:22.477 81
7. Coulthard Red Bull-Renault 1:22.499 102
8. Badoer Ferrari 1:22.535 102
9. Alonso Renault 1:22.657 61
10. Glock Toyota 1:22.901 109
11. Piquet Renault 1:23.286 104
12. Kobayashi Toyota 1:24.132 56
13. Hulkenberg Williams-Toyota 1:24.222 59

  P.Castoldi

 

  fonte:"Datasport"

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giovedì, 21 febbraio 2008

Il Milan resiste: 0-0 con l'Arsenal

Il Milan resiste: 0-0 con l'Arsenal

 

milan

 

LONDRA, 20 febbraio - Il Milan soffre ma resiste fino alla fine e porta a casa uno 0-0 prezioso da Londra. Al ritorno, per passare il turno, basterà battere a San Siro l'Arsenal. Certo, per come erano arrivati i rossoneri all'appuntamento (Kakà e Seedorf non al meglio, Pato al rientro dopo tre settimane e Kalac in campo con un'infiltrazione per la lussazione all'indice della mano destra), lo 0-0 può comunque accontentare la squadra di Ancelotti. Anche perchè, ai tanti acciacchi, si è aggiunto anche quello di Nesta a inizio ripresa (problema muscolare, al suo posto dentro Jankulovski). Maldini e compagni hanno dovuto però soffrire fino alla fine, con la clamorosa traversa di Adebayor colpita probabilmente a recupero scaduto.

ARSENAL PIU' ISPIRATO - La prima noia della partitta è per Wenger, costretto a rinunciare dopo pochi minuti a Kolo Tourè, sostituito da Senderos per una maligna pallonata di Pato. L'Arsenal ha in mano il pallino del gioco, ma il primo tiro in porta lo scocca dopo la mezz'ora con un destro di Flamini ben controllato da Kalac. Kakà e Pato isolati in avanti non riescono a pungere. In avvio di ripresa Jankulovski prende il posto di Nesta, con Maldini che va al centro. Kaladze rischia l'autogol di testa, Ebouè sfiora il palo, ma le porte restano tabù fino alla fine. Anche per Adebayor che centra una clamorosa traversa da due passi. Finisce 0-0, si accontenta pure Ancelotti.

ANCELOTTI - «Un buon risultato, non fondamentale, ma lo 0-0 non ci fa stare tranquilli. Del resto è anche normale venire a casa dell'Arsenal e soffrire un po'». Carlo Ancelotti commenta con moderata soddisfazione lo 0-0. «L'Arsenal è molto forte - aggiunge il tecnico - e Maldini ha disputato una grande partita. L'Arsenal più di noi ha creato opportunità per vincere. Noi abbiamo fatto molto bene la parte difensiva, meno buono è stato lo sviluppo del gioco. Pato è uscito per un crampo, noi volevamo sfruttare la velocità. Sarà un Arsenal diverso tra 15 giorni - prosegue Ancelotti - e noi siamo un pò nella situazione dell'anno scorso quando abbiamo fatto 0-0 a Glasgow e poi siamo cresciuti. Certo, non perdiamo di vista il fatto che il Celtic non è l'Arsenal».

GALLIANI - «Sono soddisfatto perchè abbiamo ottenuto uno 0-0 in casa di una formazione molto forte. In attacco non abbiamo fatto tantissimo, credo e spero che sarà un Milan diverso nella gara di ritorno». Adriano Galliani non si esalta per la prova dei suoi e ai microfoni di Sky esprime moderata soddisfazione. «Abbiamo sofferto, ci è capitato un ottavo durissimo, lo 0-0 ti obbliga a vincere. Vedremo quello che succederà ma noi veniamo da tre finali in cinque anni, un risultato irripetibile. Gli infortuni di Pato e Nesta non ci preoccupano troppo, entrambi sono recuperabili».

WENGER - «Abbiamo costruito tante occasioni da gol, è mancato solo il gol». Arsene Wenger, tecnico dell'Arsenal, ai microfoni di Sky non ha rimpianti dopo il 0-0 di Londra. «Il Milan ha la capacità di chiudere gli spazi - spiega - e anche per noi c'è stata un pò di precipitazione dovendo affrontare una squadra così esperta».

ARSENAL-MILAN 0-0
Arsenal (4-4-2):
Lehmann; Sagna, Gallas, K. Tourè (7' pt Senderos), Clichy; Ebouè (45' st Walcott), Fabregas, Flamini, Hleb; Eduardo (29' st Bendtner), Adebayor. A disp. Fabianski, Gilberto, Denilson, Hoyte. All. Wenger 
Milan (4-3-2-1): Kalac; Oddo, Nesta (5' st Jankulovski), Kaladze, Maldini; Gattuso, Pirlo, Ambrosini; Kakà, Seedorf (41' st Emerson); Pato (32' st Gilardino). A disp. Fiori, Bonera, Brocchi, F. Inzaghi. All. Ancelotti 
Arbitro: Larsen (Dan) 
Note: ammoniti Pato, Senderos, Ebouè. Recupero 1' pt, 4' st. Spettatori 60.000 circa.

RISULTATI

ARSENAL-MILAN 0-0

CELTIC-BARCELLONA 2-3
16' pt Vennegoor (C), 18' pt Messi (B), 38' pt Robson (C), 7' st Henry (B), 34' st Messi (B)

LIONE-MANCHESTER UTD 1-1
9' st Benzema (L), 42' st Tevez (M)

FENERBAHCE-SIVIGLIA 3-2
17' pt Kezman (F); 23' autogol Edu (F); 12' st Lugano (F), 21' st Escudè (S), 42' st Senturk (F)

 

 fonte:"Corriere delo Sport"

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giovedì, 21 febbraio 2008

F1: Alonso: `In Australia il podio ce lo sognamo`

F1: Alonso: `In Australia il podio ce lo sognamo`

alonso

Milano, 21 febbraio 

 Vita dura per Fernando Alonso, a poco meno di un mese dal via del Mondiale di Formula 1. Lo spagnolo infatti non riesce ad entrare nel novero dei migliori e si appresta a vivere una stagione nelle retrovie. `Al momento non siamo in grado di lottare per niente di importante - ha detto uno sconsolato Alonso in un`intervista ad `As` -. La Ferrari e` davanti a tutti, seguita da McLaren e BMW. Poi c`e` un gruppo che comprende la Renault, la Williams e la BMW. Ma in Formula 1 cambia tutto rapidamente: quindi speriamo nell`evoluzione veloce della nostra R28`.

Sembrano lontani i tempi in cui la Renault lottava per il titolo, vincendolo due volte proprio con l`asturiano. `Siamo molto lontani dalle altre squadre - ha ribadito Alonso -. In Australia potrebbe finire con le due Ferrari in testa, seguite dalle McLaren e dalle BMW. A noi resta la possibilita` di lottare per la settima posizione. A Melbourne pensare al podio sarebbe troppo ottimista, anzi sarebbe proprio un sogno`.

La Ferrari nei test in Bahrain ha impressionato per velocita` e costanza. Alonso pero` non credo che la `rossa` possa dominare a mani basse il Mondiale. `Sicuramente la Ferrari e` la favorita - attacca lo spagnolo -, ma non e` dell`altro mondo. Non credo che il campionato sia gia` scritto. In Formula 1 puo` succedere di tutto. La Renault non credo che potra` ambire ad una vittoria quest`anno, ma dall`anno prossimo ci saremo anche noi`.

Infine Alonso stigmatizza gli episodi di razzismo che hanno coinvolto, in Spagna, il suo rivale Lewis Hamilton. `Erano casi isolati - ha detto l`ex pilota della McLaren -. Credo che fosse gente che celebrava il Carnevale ed e` andata un po` sopra le righe. Se ne parla da troppo tempo. Comunque non ho visto nessun video che provava quello che dicono`. La rivalita` Hamilton-Alonso e` sempre piu` accesa.


fonte:"Datasport"

postato da bigbossman alle ore 11:56 | link | commenti
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