martedì, 04 agosto 2009

LIVIO NISI: dimissioni Presidente Onorario

Livio Nisi

 

 

                                                                        Ill.mo Signor Sindaco

                                                                        Comune di Galatone

 

                                                                          p.c. Presidente U.S. Galatone

Galatone, 4 Agosto 2009                                   Sede Via Appennini, 11

 

 

           

 

            Oggetto: dimissioni Presidente Onorario

 

            Con grande rammarico ho preso definitivamente atto che la mia persona in questi ultimi due anni di impegno a favore dell’Unione Sportiva Galatone ha rappresentato un ostacolo al fine di creare una proficua collaborazione con la Vostra Amministrazione.

            Ciò mi ha portato con enorme dispiacere ad allontanarmi dopo aver ricoperto per oltre dieci anni l’incarico di Presidente prima, e Presidente Onorario dopo, salvando le sorti dell’associazione già di fatto radiata.

            In questi anni ho sempre garantito quanto necessario dal punto di vista organizzativo ed economico per la quadratura dei bilanci mediante sponsor di aziende da me rappresentate o vicine senza mai creare un periodo di crisi gestionale.

            Dieci anni di grande passione, di momenti buoni e meno buoni che hanno visto crescere l’U.S. Galatone sotto ogni punto di vista grazie all’impegno di tanti collaboratori, tecnici, genitori e ragazzi che hanno formato una grande famiglia distinguendosi nell’ambito calcistico, ma soprattutto sociale, contribuendo ad aiutare tanti giovani ad affrontare i problemi della vita.

            A tutti va il mio più sentito ringraziamento e il sincero augurio per quanto si apprestano a realizzare nella prossima stagione calcistica.

            Quale ulteriore e ultimo atto d’amore verso la città e l’Unione Sportiva Galatone sollecitato dall’attuale dirigenza ho provveduto personalmente, ed in extremis, a garantire l’iscrizione della squadra al Campionato di Prima Categoria, evitando la radiazione della società dopo 55 anni, iscrizione che invece era stata promessa a più riprese dalla S.V. ma puntualmente disattesa.

            Auguro che queste mie dimissioni possano far cessare l’ostracismo sin qui dimostrato da parte della sua amministrazione garantendo quanto necessario al fine di sviluppare al meglio le enormi potenzialità presenti nell’U.S. Galatone dal punto di vista organizzativo tecnico e gestionale.

            Spero che possa finalmente realizzarsi il sogno di tanti giovani di poter giocare su un terreno di gioco con il manto erboso e di avere uno stadio finalmente agibile.

            Auspico inoltre che questo mio sofferto allontanamento possa rappresentare solo una breve parentesi e che nel futuro, quando si creeranno le condizioni e se l’U.S. Galatone lo riterrà opportuno, si possa ricreare una nuova e semmai più forte collaborazione.

            Signor Sindaco voglia almeno concedermi questa speranza.

            Ancora grazie a tutti.

 

 

 

                                                                                                 Livio Nisi

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venerdì, 17 ottobre 2008

U.S. GALATONE - OTRANTO

usgalatone

Tutti al campo a sostenere l'U.S. Galatone che incontra l'Otranto!

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venerdì, 10 ottobre 2008

Inaugurato il club Salento Giallorosso a Galatone

uslecceagalatone

 

 Da non perdere le dichiarazioni ed alcune anticipazioni esclusive del presidente Semeraro su nuove attività della società sportiva leccese.

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venerdì, 19 settembre 2008

GALATONE VS GRECIA SALENTINA

1_giornata

TUTTI AL CAMPO SPORTIVO A SOSTENERE L'U.S. GALATONE CHE INCONTRA LA GRECIA SALENTINA!

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mercoledì, 17 settembre 2008

8° PREMIO GALATONE GIALLOROSSA

 

invito

L'U.S. GALATONE ha il piacere di invitare tutta la cittadinanza, gli sportivi, gli amministratori, gli atleti, i mister e tutti i dirigenti e collaboratori alla manifestazione 8°PREMIO GALATONE GIALLOROSSA e alla presentazione della 1^ squadra. La presentazione darà ufficialmente inizio al Campionato di 1^ Categoria con l'incontro casalingo contro la Grecia Salentina (Sternatia) domenica 21 settembre p.v. Intanto si informano gli sportivi che presso la sede sociale sono in vendita gli abbonamenti per le gare interne della nostra squadra. Durante la serata saranno ospiti della serata il Presidente del Gallipoli Vincenzo BARBA e Inacio Josè CASTILLO attaccante del Lecce. Inoltre saranno premiati Beppe GIANNINI allenatore del Gallipoli, Andrea ESPOSITO difensore del Lecce, Daniele GRECO Campione nazionale Juniores di salto triplo, Francesco TARANTINO e Salvatore TARANTINO collaboratori dell'U.S.GALATONE e Antonio PINCA per conto della NUOVA FISE Srl Sponsor della Juniores per 8 anni consecutivi. Un premio verrà assegnato anche alla squadra femminile della LILT Conte Store di Galatone che sarà ritirato dal Presidente Cosimo CONTE FORZA GALATONE .

I link dell'evento

- l' intervista ad Andrea Esposito:

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=6592

- prima parte:

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=6594

- seconda parte:

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=6597

- Civico 20:

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=6595

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domenica, 29 giugno 2008

SPAGNA CAMPIONE, GERMANIA BATTUTA 1-0

spagna

E' la Spagna a succedere alla Grecia nell'albo d'oro degli Europei. Le 'furie rosse' di Aragones battono la Germania con un gol di Torres al 33'. La rete nasce da una indecisione di Lahm su una verticalizzazione innescata da Fabregas: il centravanti del Liverpool lo anticipa e batte Lehmann che al 14' aveva gia' sventato un 'tentativo' di autogol di Hitzfelder. La Germania nel secondo tempo prova a far pesare la maggiore fisicita', ma la Spagna e' la piu' forte di questi Europei.
La Spagna ha segnato almeno un gol in tutte le sei partite giocate per arrivare al titolo, tranne che contro l'Italia nei quarti di finale, quando i tempi supplementari si conxclusero sullo 0-0 ed il passaggio di turno fu deciso ai calci di rigore.
La squadra di Aragones ha chiuso Euro 2008 con cifre da record: 5 vittorie per le Furie Rosse e 12 i gol realizzati, quattro dal solo Villa che, assente stasera nella finale con la Germania per infortunio, puo' festeggiare anche il titolo di capocannoniere del torneo continentale.


Germania (4-2-3-1): Lehmann 6, Friedrich 5.5, Mertesacker 5, Metzelder 6, Lahm 5.5 (1' st Jansen 5), Frings 5.5, Hitzlsperger 5 (13' st Kuranyi 5), Schweinsteiger 6, Ballack 5, Podolski 6, Klose 5 (33' st Gomez s.v.). (12 Enke, 4 Fritz, 5 Westermann, 6 Rolfes, 10 Neuville, 14 Trochowski, 18 Borowski, 19 Odonkor, 23 Adler terzo portiere). All.: Loew 5.
Spagna (4-1-4-1): Casillas 7, Sergio Ramos 7, Puyol 6.5, Marchena 7, Capdevila 6.5, Senna 7.5, Iniesta 7, Xavi 7.5, Fabregas 6.5 (19' st Xabi Alonso 6.5), Silva 6.5 (21' st Cazorla 7), Torres 8 (33' st Guiza s.v.). (23 Reina, 2 Albiol, 3 Fernando Navarro, 7 Villa, 16 Sergio Garcia, 18 Arbeloa, 20 Juanito, 22 De la Red, 13 Palop terzo portiere). All.: Aragones 8.
Arbitro: Rosetti (Italia) 6ù
Rete: 33' Torres
Angoli: 7-4 per la Spagna
Recupero: 1' e 3'
Ammoniti: Ballack e Casillas per comportamento antiregolamentare, Torres e Kuranyi per gioco scorretto
Spettatori: 51.428

TRIONFO SPAGNA,CON TORRES E' DIVENTATA GRANDE

(dell'inviato Alessandro Castellani)
VIENNA - La patria del calcio spettacolo lo e' finalmente anche con la sua nazionale, che non deve piu' togliere la polvere dalla coppa Henry Delaunay. Infatti, 44 anni dopo, ne ha vinta un'altra, quella consegnata in tribuna d'onore (un ritorno all'antico) dall'uomo che nel 1984 proprio alla Spagna l'aveva tolta, all'epoca in cui Michel Platini era per tutti 'Le Roi'. Questa e' invece la Coppa del vecchio e dei giovani, del ct Aragones che con i suoi quasi 70 anni (li compira' fra un mese) diventa il tecnico piu' anziano a conquistare il titolo continentale, e della squadra che qui aveva la seconda eta' media piu' bassa, 26.4, ed era formata da gente come Xavi, Casillas, Marchena, Torres, Silva, Fabregas, Puyol che a livello giovanile avevano tutto (mondiali ed europei, piu' un argento olimpico). E ora si sono confermati anche al livello piu' alto, facendo impazzire un popolo ed esultare in tribuna Re Juan Carlos (un lungo abbraccio con Casillas ha preceduto il momento della consegna del trofeo), la Regina Sofia ed il Premier Zapatero, che ha dimostrato di portare fortuna non solo con i pronostici ma anche dal vivo.
E' il trionfo della Spagna che avanza in tutti i campi, affianca o sorpassa altri paesi nella vita di tutti i giorni e continua il proprio momento magico anche nello sport: dopo il titolo mondiale nel basket e quello europeo nella pallavolo, e' arrivato quello piu' atteso nello sport piu' amato e popolare. Ed e' stato un successo ampiamente meritato, su un Germania che nonostante qualche protesta di troppo nei confronti di Rosetti (nessuna di questa azioni e' stata mostrata al replay dai megaschermi dello stadio, comunque erano rimostranze ingiustificate), non ha nulla da recriminare, essendo stata dominata dalle furie rosse, che non perdono dal 15 novembre del 2006 e qui hanno proseguito alla grande la loro striscia vincente, grazie a una prodezza dell'ottimo Fernando Torres.
Da quanto si e' visto in campo lo scarto a favore degli spagnoli avrebbe dovuto essere piu' ampio. Gia' dal primo tempo il vantaggio dei rossi e' apparso meritato, perche', dopo la cerimonia di chiusura a base di palloncini e cilindri colorati con le varie bandiere, e qualche fischio all'annuncio del nome di Rosetti, soltanto nei primi dieci minuti la Germania riusciva ad imporre la propria superiorita', concretizzatasi con un'iniziativa di Klose dopo errore di Sergio Ramos (ma il n.11 tedesco si allungava troppo la palla) e da un tiro-cross di Ballack in mezzo all'area su cui non arrivavano compagni. Per il resto si era visto quasi solo il calcio-flipper della Spagna, la ragnatela di passaggi con cui teneva in mano il pallino del gioco, nonostante il pressing tedesco, frutto di una superiorita' di mezzi tecnici e del grande lavoro, anche in copertura, di un Senna ancora una volta fra i migliori.
Prima della rete di Torres che ha fatto esultare perfino Re Juan Carlos e la Regina Sofia (attenta pero' ad aggiustarsi la gonna), la Spagna era andata vicina al gol gia' al 14' con un bel tiro di Xavi deviato da Metzelder, che aveva costretto Lehmann alla deviazione in calcio d'angolo, e al 22', quando su cross di Sergio Ramos il 'biondino' Torres si era elevato con perfetta scelta di tempo: ma il suo colpo di testa aveva centrato la base del palo. La Germania aveva quindi provato a reclamare per un tocco di Sergio Ramos ed uno di Capdevila, chiaramente involontari, poi al 33' arrivava la prodezza di Torres: palla per l'ennesima volta sui piedi di Senna, da questi a Xavi che lanciava Torres, molto bravo a trovare il tempo, a liberarsi di Lahm e a battere Lehmann 'd'infilata' con il destro', prima di esultare ciucciandosi il pollice destro, perche' e' davvero lui il ''bambino d'oro' del calcio spagnolo.
Nella Germania Ballack, l'uomo che non riesce a liberarsi dal sortilegio delle finali sfortunate, riusciva solo a procurarsi una ferita all'arcata sopraccigliare e poi a litigare con Puyol in un accenno di rissa in cui finivano ammoniti lui e l'altro capitano, Casillas. E anche nel secondo tempo in campo c'era praticamente solo la Spagna (raddoppio fallito d'un soffio da Ramos e Senna), nonostante gli sforzi di Schweinsteiger e Podolski, i preferiti della Cancelliera Angela Merkel, il cui tifo in tribuna si e' rivelato vano.
Piangono i tedeschi, e nell'Europeo, dopo Francia e Grecia, vince ancora il calcio latino e mediterraneo. E se ci si mette anche l'Italia, qui comparsa ma campione del mondo in carica, il trionfo e' completo.

ALBO D'ORO

1960: Urss
1964: Spagna
1968: Italia
1972: Germania Ovest
1976: Cecoslovacchia
1980: Germania Ovest
1984: Francia
1988: Olanda
1992: Danimarca
1996: Germania
2000: Francia
2004: Grecia
2008: Spagna

CLASSIFICA MARCATORI EURO 2008


- 4 reti:
Villa (Spagna).
- 3 reti: Podolski (Germania); Pavlyuchenko (Russia); Yakin (Svizzera); Semih (Turchia).
- 2 reti: Klasnic (Croazia); Ballack, Klose e Schweinsteiger (Germania); Sneijder, Van Nistelrooy e Van Persie (Olanda); Arshavin (Russia); Guiza, Fernando Torres (Spagna); Ibrahimovic (Svezia); Arda e Nihat (Turchia).
- 1 rete: Vastic (1 rig.-Austria); Modric (1), Srna e Olic (Croazia); Henry (Francia); Lahm (Germania); Charisteas (Grecia); De Rossi, Panucci e Pirlo (1-Italia); Huntelaar, Kuyt, Van Bronckhorst e Robben (Olanda); Guerreiro (Polonia); Deco, C. Ronaldo, Nuno Gomes, Pepe, H. Postiga, Quaresma e Meireles (Portogallo); Sverkos, Sionko, Koller e Plasil (Repubblica Ceca); Mutu (Romania); Torbinski e Zyryanov (Russia); Xavi, Silva, de La Red e Fabregas (Spagna); Hansson (Svezia); Ugur Boral (Turchia).


TRIBUNA D'ONORE FINALE, A SORPRESA SPUNTA SCHUMI
Sei Capi di Stato, altrettanti primi ministri, e all'ultimo anche il re della Formula uno, Michael Schumacher: la tribuna d'onore dell'Happel Stadion in tutto conterrà 58 "ospiti illustri", come vengono definiti nella lista ufficiale distribuita nella sala stampa dell'impianto viennese che sta per ospitare la finale degli Europei Germania-Spagna.

Si va dal Re di Spagna Juan Carlos, accompagnato dalla moglie Regina Sofia e dalla figlia Infanta Elena, al Presidente della Germania Horst Kohler, a quello dell'Austria Heinz Fischer, al grande appassionato di calcio e Sovrano del Principato di Monaco Alberto, arrivato assieme a colei che la lista definisce "accompagnatrice personale", ovvero la fidanzata Charlene Wittstock. Ci sono poi l'Emiro del Qatar Hamad bin Khalifa e il Presidente della Moldavia Vladimir Voronin.

 Tra i Premier confermata la presenza della Cancelliera Angela Merkel e dello spagnolo José Luis Zapatero, che sfidando la scaramanzia assisterà alla partita di Vienna: finora aveva sempre indovinato i pronostici sui successi della Spagna, ma rimanendosene a Madrid e per questo buona parte dell'opinione pubblica del suo paese avrebbe voluto che rimanesse anche questa volta nella capitale spagnola. Assieme a una folta schiera di ministri e sindaci tedeschi, spagnoli ed austriaci, come vip spiccano le figure del sette volte campione del mondo di F.1 Michael Schumacher, venuto a fare il tifo per la sua Germania ('Schumì è stato anche calciatore, arrivando a giocare nella serie C svizzera), il tenore Placido Domingo e l'attore Harrison Ford. Arrivato anche un altro grande appassionato di calcio, ed ex 'anima' dei New York Cosmos di Pelé e Beckanbauer, l'ex Segretario di Stato americano Henry Kissinger. A rappresentare il mondo dello sport c'é anche il presidente del Cio, il belga ex schermidore e rugbista Jacques Rogge.

fonte - Ansa.it


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categorie: calcio, spagna, europei
lunedì, 23 giugno 2008

ITALIA KO AI RIGORI, LIPPI PRONTO PER IL POST-DONADONI

ITALIA KO AI RIGORI, LIPPI PRONTO PER IL POST-DONADONI

dell'inviato Piercarlo Presutti

VIENNA - Stavolta le lacrime sono azzurre, lo psicodramma dei rigori premia gli altri, in questo caso gli spagnoli: che non hanno fatto molto di più della nazionale di Donadoni, ma qualcosina sì, nel corso di una serata di calcio noioso riscattato solo dai brividi per i penalty, e dunque meritano di andare avanti.

E' finita così, senza neanche un bagliore nella notte calda di Vienna, l'avventura dell'Italia campione del mondo agli europei di calcio. A capo della più brutta partita del torneo, conclusa ai tempi regolamentari 0-0 e poi 4-2 per gli iberici per gli errori di De Rossi e Di Natale, gli azzurri escono di scena. Era stato disastroso il loro avvio di europeo, non è stata particolarmente dignitosa neanche la loro uscita di scena: 120' di attesa e sofferenza, sperando nelle mani senza fine di Buffon per scamparla e guadagnarsi la semifinale contro la Russia. Invece il calcio dà ed il calcio toglie, come hanno detto spesso gli azzurri in questi giorni: e stasera ha sottratto, perché il portiere juventino un rigore avversario l'ha anche parato, ma gli sbagli azzurri sono stati di più. Il calcio stasera toglie agli azzurri anche se la coppia di fenomeni d'attacco spagnoli, Villa-Torres, quasi mai s'é vista.

Ed anche se le furie rosse sono state molto più mansuete rispetto agli sfracelli delle altre gare. L'Italia però mai è apparsa padrona del gioco, e le assenze degli squalificati Pirlo e Gattuso non possono funzionare da alibi per un ct che fatalmente finirà sotto processo, nonostante il suo contatto sia stato rinnovato da poco (ma la Figc si è riservata una clausola di rescissione). Le assenze di Pirlo e Gattuso avevano spinto Donadoni a puntare in avvio sul blocco Roma. E così esordio dal primo minuto per Aquilani e conferma per Perrotta, oltre che per il leader De Rossi: quarto uomo di centrocampo era Ambrosini. In avanti fiducia a Cassano a sostegno di Toni, mentre la retroguardia, falcidiata da infortuni, era praticamente obbligata: Panucci-Chiellini centrali, Zambrotta e Grosso esterni. Un po' per colpa del caldo, molto per la disposizione tattica, andava in scena il primo tempo meno spettacolare dell'europeo.

Perché l'Italia piazzava De Rossi a fare il centromediano metodista per sopperire alle carenze difensive, e dunque perdeva inevitabilmente in fase di costruzione (anche a causa della mancanza di spinta di un Aquilani fuori ruolo a destra) in un 4-1-3-2 buono soprattutto per coprire gli spazi. La Spagna invece recitava a memoria lo spartito del suo gioco in un 4-4-2 scolastico, che faticava enormemente a trovare sbocchi. Le emozioni erano così pochissime: una protesta iberica infondata per un contatto in area Ambrosini-Torres al 15', un cross di Ambrosini sul quale Toni arrivava in ritardo di un soffio al 19'. E poi una serie di tentativi da lontano degli spagnoli (al 24' ed al 32' parate a terra di Buffon su tiri di Villa e Silva, al 37' una botta da 30 metri ancora di Silva, fuori di poco). Mentre da parte azzurra ad accendere davvero i tifosi del Prater arrivava solo una giocata brillante di Cassano che al 36', su tocco di Ambrosini, finalmente andava in profondità e crossava un pallone dolce per Toni: il colpo di testa del centravanti però rimpallava sul corpo di Marchena. Nella ripresa al 4' l'Italia sfiorava il pasticcio difensivo quando su cross dalla destra Panucci in area liberava addosso a De Rossi, la palla finiva a Silva che però sprecava. Al 10' Torres sfuggiva a Panucci e metteva in mezzo, Chiellini anticipava Villa. Al 12' Donadoni inseriva Camoranesi per Perrotta, ed al 13' gli spagnoli ci provavano con Silva: alto. Scattava allora il momento di Fabregas, che rilevava Xavi, ma Aragones mandava in campo contemporaneamente anche Cazorla per Iniesta.

Logico disorientamento degli spagnoli e l'Italia creava la sua migliore occasione: lancio lungo di De Rossi in area, batti e ribatti con palla che arrivava a Camoranesi il cui tiro da due passi veniva neutralizzato con una prodezza da Casillas. Gli azzurri, tra i quali Aquilani aveva preso confidenza, provavano allora ad alzare il pressing. Reggevano però solo qualche minuto. L'ennesimo colpo di testa fuori di Toni al 20', poi un'ammonizione per simulazione al capocannoniere Villa preludevano alla sostituzione di Cassano, rilevato da Di Natale. Provava a forzare i tempi la Spagna, ed al 34' Buffon doveva respingere su punizione a giro di Senna, prima di ripetersi al 36'(aiutato dal palo) su un tiro rasoterra del brasiliano naturalizzato. Al 37', su cross di Di Natale, Toni toglieva letteralmente dal piede di Grosso la palla della vittoria. E la gara andava così ai supplementari, senza Torres, sostituito da Guiza. Subito una protesta spagnola per un contatto Ramos-Chiellini, e la gara finalmente dava l'impressione di accendersi. Al 3' Silva piazzava una botta che finiva a pochi centimetri dal palo. Ed al 5' su cross di Zambrotta e colpo di testa di Di Natale era Casillas a deviare splendidamente in angolo. Ci provava ancora Toni di testa (fuori di poco) ed in avvio di secondo tempo supplementare entrava Del Piero per Aquilani. Al 5' Buffon usciva bene su Villa, un tiraccio di Guiza ed un'incursione di Cazorla con tiro a lato chiudevano di fatto le ostilità. Come da copione, si andava ai rigori: degli spagnoli sbagliava solo Guiza, degli azzurri con Grosso e Camoranesi che avevano fatto il loro dovere, sbagliavano De Rossi e Di Natale. Con i protagonisti degli errori in lacrime, scattava la fiesta spagnola. Tutto sommato è giusto così.

DONADONI: 'MALEDETTI RIGORI,MA IO SODDISFATTO'

dell'inviato Francesco Grant

VIENNA - Roberto Donadoni maledice i rigori, ma va controcorrente nel giudicare positivo l'europeo dell'Italia. ''L'ho detto ai ragazzi - dice il ct azzurro, dopo l'eliminazione dal dischetto con la Spagna - nella mia carriera i rigori non hanno mai portato bene. Sono uscito da una  semifinale mondiale, e sono uscito da un europeo nel 1996 per un errore dal dischetto''.

A conti fatti, pero', l'eliminazione e' segno di un fallimento, per una squadra due anni fa campione del mondo e ora fuori ai quarti. Idea che invece Donadoni non accetta. ''Non mi importa nulla - dice il ct - di una eliminazione ai quarti o in semifinale. Non e' questo il mio problema. Io dico che questa nazionale ha dato tutto quello che poteva dare, l'ho detto ai ragazzi: uscite a testa alta''. Ma ora il problema e' come esce Donadoni. Dopo la partita il ct ha trovato in Gianni Petrucci, presidente del Coni, un difensore. E Giancarlo Abete, presidente della Federcalcio, che gli ha prolungato il contratto fino al 2010 ma con una clausola di rescissione, rinvia tutto. Abete e Donadoni si incontreranno nei prossimi giorni in quella che il presidente federale definisce ''una riflessione a mente fredda''.

''Ora aspetto quello che decide la federazione - ha aggiunto il commissario tecnico - mi pare un discorso logico, perfettamente in linea con quello che si era detto nei giorni scorsi''.

Una cosa pero' Donadoni vuole rivendicare. ''C'e' dispiacere ad essere uscito ai rigori, sono deluso solo per i ragazzi. Processi? io non mi aspetto niente di particolare. Per me l'europeo e' stato esaltante e produttivo. E' stato fatto tutto in grande coscienza, questa Italia ha fatto tutto quello che era nelle sue capacita'. Se poi vogliamo fare un discorso dei quarti, e' diverso. Ma io, ripeto, sono soddisfatto di quello che e' stato fatto''.

Poche parole sulla partita, e soprattutto su come sono stati decisi i rigoristi. ''Nessuno si e' tirato indietro - dice Donadoni - abbiamo deciso sulla base di quello che i ragazzi sentivano, chi voleva tirare prima e chi dopo. Anche De Rossi, che aveva un problema alla gamba. Per questo non ho messo Del Piero prima, perche' se si fosse infortunato Daniele saremmo rimasti in dieci''.

Tra le righe, pur negando che le assenze di Gattuso e Pirlo siano state decisive, il ct azzurro pero' ricorda di quante defezioni abbia dovuto tenere conto. ''Aquilani ha dimostrato questa sera di avere un grande futuro. Ambrosini e' stato all'altezza. Certo anche tutti sappiamo quanto pesino Gattuso e Pirlo. Come anche Cannavaro e Barzagli''. Infine una rivendicazione. ''Una partita in difesa?  A un certo punto abbiamo giocato anche con tre punte''. Ovvero il suo credo calcistico. Quello che ora sara' difficile mettere in pratica con la maglia azzurra.

DE ROSSI: I RIGORI? IO NON MI TIRO INDIETRO

dell'inviato Alessandro Castellani

VIENNA - Il signore del centrocampo ha l'espressione triste. Chiude un Europeo da protagonista con il peso di un rigore sbagliato che avrebbe potuto essere decisivo. Piu' che il De Rossi di Berlino, che aveva segnato uno dei cinque penalty contro la Francia, e' stato quello di Manchester, che in Champions quest'anno ha fallito contro lo United. Cosi' l'Italia torna a casa, ma il romanista non fa come Di Natale, che nel dopo-partita di Spagna-Italia non si ferma a commentare, trascinato via da Cassano.

''Provo grande amarezza, per me e' una brutta serata - dice De Rossi - anche se sono soddisfatto delle mie prestazioni. Chiedo scusa ai compagni. Evidentemente non sono bravissimo a battere i rigori, ma preferisco cosi' piuttosto che tirarmi indietro: non potrei mai dire che non me la sento''.

Il primo a consolarlo e' stato il tecnico Roberto Donadoni. ''Mi ha detto delle belle parole, e' stato emozionante - dice De Rossi - e mi ha spiegato che anche a lui, da giocatore, spesso e' capitato di sbagliarne. Il calcio e' questo, e perdere ai rigori e' solo una questione di sfortuna. Se li avessimo segnati tutti ora staremmo qui a fare discorsi diversi''.

Ma, secondo De Rossi, Donadoni deve rimanere alla guida dell'Italia? ''Secondo me si' - risponde - pero' molto dipendera' anche da voi giornalisti''.   Rigore sbagliato a parte, quello di De Rossi rimane un buon Europeo. ''Credo di aver fatto bene la mia parte - dice - certo  mi dispiace essere uscito in questo modo. E pensare che dopo quel brutto inizio (il 3-o contro l'Olanda ndr) eravamo riusciti a raddrizzare il nostro Europeo''.

Nel primo tempo contro la Spagna la nazionale non ha avuto un atteggiamento troppo difensivo? ''Abbiamo subito il loro possesso palla - dice De Rossi - ma non mi sembra che loro abbiano avuto tutte queste occasioni. In ogni caso non credo proprio che sia una vergogna essere accorti e pensare a non scoprirsi contro un'avversaria cosi' forte''.

Di sicuro per Capitan Futuro e' finita solo quest'avventura europea, lui dell'Italia continuera' a far parte: ''Speriamo, e intanto vorrei prendermi qualche soddisfazione con la mia Roma. Ma alla maglia azzurra tengo da morire''. Ecco perche' e' uno che non si tira mai indietro.

SU DONADONI DECISIONE A GIORNI, PRONTO LIPPI

Cesare Maldini fu esonerato dal ruolo di ct azzurro dopo avere perso ai rigori ai quarti di finale di una grande manifestazione: ma rispetto a Donadoni lui fu sconfitto da una nazionale che giocava in casa, la Francia poi campione del mondo con il fiore all'occhiello Zidane.   E' solo uno dei tanti precedenti che indicano chiaramente quale sia di solito in Italia il destino di un commissario tecnico perdente, sebbene fornito di scusanti piu' o meno plausibili (a Trapattoni fu concessa una seconda possibilita',  ma la sua Corea aveva l'alibi Moreno). Puo' piacere o no (al presidente del Coni, Gianni Petrucci non piace, ad esempio) ma il processo a Donadoni dunque e' di fatto gia' istruito.

Lippi e' pronto da tempo, per un suo ritorno in azzurro c'e' solo bisogno di fissare l'appuntamento per la firma del contratto. Quello del ct attuale, appena rinnovato, invece si risolve con il pagamento di una penale di poco piu' di 500 mila euro. Sembrano molti, sono nulla in realta' di fronte al disastro sportivo ed economico di affrontare la qualificazione mondiale, e poi sperabilmente il mondiale vero e proprio, con un ct che non gode di piena fiducia da parte della federazione.   Il ''faremo presto tutte le valutazioni, ma a mente fredda, non sull'onda dell'emozione'' di Giancarlo Abete e' solo un rinvio della decisione. ''Avevo gia' parlato prima con Donadoni - ha spiegato il presidente federale - Eravamo d'accordo che a Europeo finito ci saremmo visti per una valutazione''. Il ct ha parlato di ''bilancio positivo''. Abete, parlando quando Donadoni era gia' uscito dalla sala stampa dell'Happel Stadion, ha frenato. ''Il risultato e' al di sotto della nostra forza d'urto'', ha ammesso il presidente federale, nella cui proposta di contratto iniziale era fissato come obiettivo minimo il raggiungimento della semifinale.

''Il lavoro di qualita' di Donadoni non si mette in discussione, per gruppo, comportamenti, coesione''. Ma non sono questi i parametri per ripartire. ''Dobbiamo capire se le carenze di questo Europeo sono contingenti o strutturali. Ci sono nazionali, come la Francia, che sono uscite da questo  Europeo con un verdetto: la fine di un ciclo''.

  fonte - Ansa.it

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martedì, 17 giugno 2008

EURO 2008, ITALIA VOLA AI QUARTI DI FINALE

italia

Euro 2008, Gruppo C: Francia-Italia: 0-2 - Olanda-Romania 2-0.

L'Italia si è qualificata per i quarti di finale dell'Europeo come seconda del gruppo C e affronterà la Spagna, vincente del gruppo D, domenica 22 giugno a Vienna. L'Olanda, prima nel girone C, affronterà la seconda del gruppo D (Svezia o Russia), sabato 21 giugno a Basilea. Francia e Romania sono eliminate.

Gli azzurri hanno vinto 2-0 contro la Francia, grazie alle reti di De Rossi al 17' del secondo tempo e Pirlo su rigore (25' pt).

Il penalty è stato concesso dall'arbitro Michel per fallo da ultimo uomo di Abidal, che è stato espulso. La Francia ha giocato in dieci.

BERNA - L'Olanda ha vinto 2-0 contro la Romania, nell'altra partita del Gruppo C.

PER ITALIA 2-0 E' VITTORIA RECORD IN FASE FINALI - La vittoria azzurra per 2-0 che permette a Donadoni e compagni di accedere ai quarti di finale (domenica prossima nostro avversario sara' la Spagna) è la vittoria-record azzurra in fasi finali europee, un primato eguagliato essendo stato già realizzato 4 volte prima di oggi (nel 1968 in finale sulla Jugoslavia, nel 1988 sulla Danimarca al gironcino, nel 2000 sul Belgio al gironcino e, sempre nel 2000, sulla Romania ai quarti). Ora avversario azzurro sarà la Spagna, con cui abbiamo giocato tra amichevoli e gare ufficiali 27 volte e vede gli azzurri in vantaggio 9 vittorie ad 8 con 10 pareggi (ultimo incrocio nel marzo scorso a Elche, 1-0 iberico), ma l'Italia non batte le "furie rosse" dal 9 luglio 1994 (2-1 ai Mondiali statunitensi): poi 4 incroci con 2 vittorie iberiche e 2 pareggi.

E CASSANO ABBRACCIA DONADONI - Festa azzurra al Letzigrund, dopo il 2-0 sulla Francia che qualifica l'Italia ai quarti di finale di Euro 2008. Al fischio finale dell'arbitro Michel, Antonio Cassano che per tutto il secondo tempo aveva invitato la curva dei tifosi italiani ad alzare la voce è corso verso la panchina ed ha abbracciato il commissario tecnico, Roberto Donadoni. Con lui, ad unirsi all'abbraccio, anche il team manager Gigi Riva. I giocatori sono poi andati tutti insieme di fronte al settore occupato dai loro tifosi per ringraziarli e raccogliere l'applauso. In particolare il capitano Gigi Buffon, che dopo il 3-0 dell'Olanda aveva chiesto scusa a tutti gli italiani, si è trattenuto facendo mezzo giro di campo e salutando i supporter azzurri sugli spalti.

 fonte - Ansa.it

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categorie: italia, calcio
lunedì, 16 giugno 2008

Il Lecce torna in serie A

lecce

 

Euforia al Via del Mare dopo che i pugliesi, vittoriosi all'andata per 1-0, hanno chiuso sull'1-1 con un gol di Abbruscato. L'AlbinoLeffe, nonostante la difficoltà dell'impresa, ci hanno provato, trovando il pari con Ruopolo e sfiorando anche il raddoppio.

LECCE, 15 giugno 2008 - Tutto come da copione. Il Lecce è di nuovo in serie A, ma nel canovaccio c'era anche scritto che l'AlbinoLeffe gliel'avrebbe fatta sudare: e così è stato, perché la squadra di Madonna ha dimostrato ancora una volta di cosa è capace, sfiorando anche quel 2-1 che avrebbe lasciato la parola ai supplementari. Alla fine però è festa al Via del Mare e in tutta la città.
GOL SUBITO - Il Lecce parte bene, forte anche di un pubblico di almeno 30mila tifosi entusiasti. Ma l'AlbinoLeffe, nonostante il settore ospiti sia occupato da sole 13 persone, non sembra per nulla intimidito: sa di dover fare la partita visto lo svantaggio con cui parte, e ci vuole provare. Ma il bastone tra le sue ruote, sotto forma di gol, arriva già al 10' grazie a uno scambio in velocità tra Tiribocchi e Abbruscato, ben concluso in rete da quest'ultimo. A quel punto, mentre sugli spalti parte già la festa, il contraccolpo psicologico per l'Albino è pesante, e ci vuole un buon quarto d'ora per vedere qualche tentativo credibile. Anche perché il Lecce controlla con autorità, e ogni tanto riparte con i vari Zanchetta, Ariatti e Munari, per poi rifinire sulla coppia Abbruscato-Tiribocchi. Solo negli ultimi 10 minuti si rivede l'AlbinoLeffe che ha meritato di arrivare a un passo dalla serie A: i bergamaschi iniziano a spingere soprattutto sulla sinistra, dove imperversa Madonna jr (figlio del tecnico dei bergamaschi) coadiuvato da Perico, con Carobbio e Del Prato che iniziano a produrre giocoe Cellini e Ruopolo in agguato. Ma pur con qualche affano il Lecce si porta il vantaggio nello spogliatoio.
LA RIPRESA - Madonna rimanda in campo una formazione più offensiva, con Bonazzi al posto di Perico, ma la mossa stenta a mostrare effetti. Anzi, il Lecce rirpende saldamente il controllo della gara, al punto da indurre Madonna senior a un'altra mossa: fuori Cellini, capocannoniere della squadra ma opaco stasera, e dentro Ferrari. La voglia c'è tutta, ma via via la convinzione viene meno: col passare dei minuti l'impresa sembra ardua. Tuttavia a metà frazione i bergamaschi iniziano a prendere possesso delle fasce e sull'area leccese piovono cross: e da uno di questi nasce il batti e ribatti che si conclude col bel gol di Ruopolo (aggancio-dribbling al limite e tiro preciso e angolato). La partita si accende, e nonostante la stanchezza da ambo le parti riserva ancora qualche sorpesa prima dell'apoteosi finale del Lecce.
Pier Luigi Todisco
fonte - Gazzetta dello sport
 
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categorie: calcio, salento, lecce
sabato, 14 giugno 2008

EURO 2008: PER GLI AZZURRI SOLO PARI CON ROMANIA

buffon

 

ZURIGO - La qualificazione dell' Italia ai quarti di Euro 2008 dipende da come gli azzurri riusciranno a concludere martedì l'ennesimo capitolo della sfida infinita con la Francia. Questa volta da ultima spiaggia e non da coppa del mondo. Ma in buona parte anche dal verdetto che arriverà da Berna dove i già qualificati olandesi affrontano i romeni. Dopo il 4-1 dell'Olanda sulla Francia, che ha dato agli arancioni la certezza matematica del primo posto nel gruppo C (hanno 6 punti in 2 partite), agli azzurri potrebbe non bastare neppure battere i francesi, nonostante la vittoria sia l'unica opzione perseguibile per continuare a sperare.

Un eventuale successo della Romania su un'Olanda ormai appagata vanificherebbe l'eventuale impresa di Buffon e compagni, che sarebbero comunque terzi in classifica, a quota 4 punti e una lunghezza dietro ai romeni. Non rimane quindi che battere i francesi e sperare nella professionalità della selezione allenata da Van Basten, finora produttrice di calcio a tratti spettacolare (7 gol in due partite). Resta nei numeri un'ipotesi teorica che all'Italia possa bastare un pareggio con la Francia. In caso di sconfitta della Romania con l'Olanda, tre squadre si ritroverebbero seconde in classifica con 2 punti e in parità nei tre scontri diretti. Per determinare la qualificata scatterebbe allora il meccanismo della differenza reti negli scontri diretti e poi dei gol segnati prima nei confronti fra le tre nazionali e, in caso di ulteriore parità, comprendendo anche quelli delle partite contro l'Olanda. In ogni caso, all'Italia servirebbe un pari con molte reti.

L'Italia, potendo al massimo arrivare seconda nel girone, ha comunque già da oggi ha la certezza che in caso di qualificazione giocherebbe il suo quarto di finale a Vienna, il prossimo 22 giugno contro la vincitrice del gruppo D (Spagna, Svezia, Grecia, Russia). In caso di superamento del turno, giocherebbe anche la semifinale a Vienna. Quindi, se gli azzurri passeranno ai quarti, le loro partite in Svizzera di questo Europeo finiranno con l'ennesima sfida ai francesi di martedì prossimo a Zurigo. Poi, se andrà bene, sarà sempre Austria.

 fonte - Ansa.it

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